martedì 5 luglio 2011

Zardini riapre il caso Ziviana: «Metalli pesanti oltre i limiti»

L'area di Ziviana dove sono stati sepolti rifiuti negli anni '80 Marano e Fumane. Il capogruppo di minoranza del Comune di Marano, Paolo Zardini, solleva il caso: sono allarmanti le analisi dei carotaggi dei terreni effettuati all'interno dell'area mineraria dismessa del cementificio dove, oltre una ventina d'anni fa, vennero sversati metalli e polveri, che è stata ora recuperata e diventerà parte del Parco didattico ambientale che sarà inaugurato fra un anno.
L'indagine, con il contributo di Arpav e della Forestale, aveva preso avvio dopo la segnalazione di un dipendente della Cementirossi, Luciano Chesini, che l'anno scorso aveva dichiarato di aver sepolto, con un collega ora deceduto, più di duecento fusti di scorie nell'area di scavo dell'allora Cementi Verona, poi rilevata dalla Cementi Giovanni Rossi di Piacenza. Sulla vicenda sta indagando anche la Procura.
Le analisi, effettuate dal laboratorio trevigiano Chelab, specializzato in indagini industriali, su incarico della Cementirossi, mettono in evidenza, tra gli altri, la presenza di piombo, vanadio, zinco e cromo esavalente in quantità elevatissime. Lo sottolinea Zardini, che presenterà in questi giorni una interrogazione.
«Nel sondaggio S1, relativo al carotaggio da 1,50 a 11,50 metri di profondità, il valore del piombo è di 2.290 microgrammi per chilogrammo, mentre il valore ammesso è di 100 mg/kg. Valore elevatissimo anche per lo zinco: 1.880, mentre il limite è di 150, il vanadio è a 697 (su un limite di 15), mentre il cromo esavalente altamente cancerogeno è 26,7 mentre è ammesso un valore di 2», evidenzia Zardini. «Nel sondaggio S2 che arriva a 16 metri di profondità lo zinco è a 23.800 mg, il piombo a 7.120, il cromo a 1.497, il rame a 1.302. Elevato anche l'antimonio. Cosa hanno intenzione di fare», si chiede Zardini, «qualora questi indici siano di danno alla salute pubblica?».
A sottolineare la gravità dei dati è anche il coordinatore dei viticoltori e di 120 cantine della Valpolicella, Giorgio Sboarina: «Questi elementi cosa hanno a che fare con la produzione di cemento? Possono essere ritenuti scarti? O sono stati nascosti sotto terra? Inquinano ancora? E quando piove, cosa succede?».
Sboarina evidenzia anche il rischio per le falde acquifere e invita le autorità sanitarie ed effettuare analisi, visto che ci sono due pozzi del Comune di Fumane a valle del cementificio, vicino all'isola ecologica. «La legge dice che si dovrebbe valutare il rischio ambientale e in base a quello effettuare verifiche. In teoria, si dovrebbe nominare un perito». I sondaggi effettuati sono stati solo tre: un carotaggio in località Gardelin a Fumane e due carotaggi in comune di Marano, sotto Purano, in località Ziviana, dove c'era il cantiere.
Il sindaco di Fumane, Domenico Bianchi, tranquillizza: «La situazione è tenuta sotto controllo dall'Arpav, le indagini sono in corso, non sono terminate, vediamo cosa emergerà. Intanto, si è svolta una conferenza dei servizi, ma non è stata presa alcuna decisione».
Il geologo Roberto Zorzin, tecnico incaricato dalle due amministrazioni, non rileva fattori di urgenza e spiega: «Per il momento i fusti non sono stati trovati nei tre punti di carotaggio. Abbiamo trattato punti critici con carotaggi fino alla roccia. Sono stati rinvenuti sedimenti, sabbia e ghiaia, che testimoniano un altro sistema di lavorazione del cemento. La presenza di valori che superano i limiti dipende dal tipo di lavorazione che si faceva all'epoca». E tranquillizza: «Finora non ci sono elementi per dire che c'è inquinamento. Vedremo se è il caso di rimuoverli, si sta discutendo se è necessario intervenire».
Giancarla Gallo
L'Arena 05/07/2011
http://www.larena.it/stories/Home/501095/

lunedì 4 luglio 2011

MAREZZANE NON SI TOCCA! - DOMENICA 17 LUGLIO


MAREZZANE NON SI TOCCA! -  DOMENICA 17 LUGLIO

Oggi, dopo i Referendum sull’acqua, i Comitati hanno un motivo in più per gioire e festeggiare: sono i cittadini ambientalisti a poter vantare il successo, al di là delle “appropriazioni indebite” di partiti e schieramenti politici. La sentenza del TAR ha sconfi tto l’idea che quello che hanno deciso lobbies e amministratori sia immodifi cabile. Un gruppo di persone civili, sensibili, preparate, appassionate ha dimostrato che non esiste l’assioma del “È GIA’ TUTTO DECISO”. Questo impegno che ci ha premiato lo dobbiamo mantenere intatto e gli sforzi per salvare la Collina di Marezzane devono essere ancora più incisivi. Vogliamo condividere questa vittoria con tutte le Associazioni e tutti i cittadini che stanno “combattendo” la loro battaglia civile e che non hanno ancora avuto soddisfazioni concrete. Questo è lo stimolo che Valpolicella 2000 e Fumane Futura vogliono utilizzare per LIBERARE defi nitivamente Marezzane e riconsegnarla così com’è al territorio a cui appartiene.

e allora... ancora in marcia.

Associazione Valpolicella 2000
Comitato Fumane Futura



Marezzane, luogo del cuore del FAI (Fondo Ambiente Italiano) è nel Parco Regionale della Lessinia, congiunzione tra la Valpolicella e la Lessinia, punto panoramico sulla Valle dei Progni e la grotta di Fumane, è caratterizzata da una incredibile concentrazione e varietà di habitat che vanno dai prati esposti al sole densamente fi oriti di orchidee agli angoli freddi della ”giasara” e dei castagni, e poi le marogne e le case di pietra. Il sentiero Marezzane è ormai frequentato annualmente da migliaia di persone.

Elenco degli amici invitati:
Ettore Mo, Report, Isde, Legambiente Verona, WWF, GASpolicella, interGAS, FAI, Medicina Democratica, Amici di Grillo, per Comuni Virtuosi - Comune di Berlingo, Avviso Comune, Libera, Acqua Bene Comune, Altraeconomia, Comitato Traforo Torricelle, Arci Verona, Arci Passpartout; Aria nova, Antica Terra Gentile, Terra Viva, Ergo, Nour, Pane e vino, Tirta, Amici della Bicicletta, Civiltà delle Marogne, La rondine, i Pink, la Chimica, Ave Probi, Naturalmente Verona, Kilomarazero, Selese, le aziende agricole e vitivinicole del territorio, Comitato Popolare Lasciateci Respirare, Salvalpolicella, Vivilavalpolicella, Comitato Tutela del Territorio, Metropolis, CTG, Cittadini per la Tutela del Territorio di Verona Est (CTT), Comitato Insieme per Borgo Roma-Beghelli, Comitato Ambiente Salute Legalità-VR, Verona Reattiva, Salute Verona, Sos-Utenti, Il Carpino, Circolo Legambiente Legnago, Fagiani nel Mondo, Italia Nostra, Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle, Amici della Bicicletta, Cittadini per il Referendum, AriaPulita, Coordinamento Territorio, Red-zone Art bar, associazione Ergo, Hermete, Lessinia Europa, Compascuo, redazione carta nord-est, Musantiqua, tutti i comitati popolari del territorio veronese, Comitato Referendario Veronese “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”, comitati per il si allo stop al Nucleare, Movimento Decrescita Felice...


Programma:
dalle 10.00
inizio delle Marce per Marezzane
ritrovo a Malga Biancari - info-point

dalle 11.00 / per i piccoli
“Alla scoperta della magia del bosco”

dalle 13.00
Sapori e gusti del territorio
porte aperte all’azienda agricola Girotto

dalle 14.30
Giochi sulla collina,
torneo di Kubb,
Laboratori di disegno con: Federico Brusco disegnatore di Mukka Emma, Geronimo Stilton e Futura,
Visite guidate ai Covoli

dalle 15.30
Speak corner
La parola a tutti: idee, progetti, proposte ...

dalle 17.00
“Siresando”

dalle 18.30 / musica con:
“le Civette sul Comò”

dalle 20.00
Risotto all’amarone

dalle 21.00
Percorso silenzioso nel bosco


Scarica il volantino

mercoledì 29 giugno 2011

Cementifici-Inceneritori una nuova conferma da Monselice

Monselice: La relazione annuale di Aitec (Associazione italiana tecnico economica cemento di Confindustria) riferita al 2010 e resa pubblica in questi giorni, conferma che la produzione di cemento in Italia si è ridotta circa del 30%, passando dai 48 milioni di tonnellate del  2006 ai 34 milioni di tonnellate nel 2010.

Il Presidente di Aitec Alvise Zillo sostiene inoltre che il prezzo del pet-coke è quasi raddoppiato provocando un incremento della bolletta energetica superiore al 15% rispetto ad inizio 2010. Il Presidente di Aitec, proprietario dei cementifici di Fanna (PN), Este e recentemente dell’ex Radici di Monselice, lamentando che in Italia la sostituzione calorica dei combustibili fossili con quelli alternativi, raggiunge solo l'8%, esterna la sua ricetta, citando le percentuali molto più elevate presenti in alcuni paesi europei: sfruttare nelle cementerie un'importante fonte alternativa quale il combustibile da rifiuti.

E’ chiaro a tutti che non ci troviamo di fronte a nessuna “fuorviante propaganda dei Comitati”, ma ad una precisa strategia dell’industria del cemento, che rischia di travolgere il nostro territorio dove sono presenti tre cementerie, che è bene ricordarlo, pur utilizzando rifiuti godono di limiti di emissione anche di 10 volte superiori a quelli degli inceneritori.

Alla luce di queste cifre e di queste affermazioni, dobbiamo chiederci che validità possono avere le rassicurazioni al non utilizzo di rifiuti, da parte di un cementificio che dopo il “revamping” ipotizzava il consumo di 100.000 t/a di pet-coke. Il quadro economico stilato nel 2009, prima del fortissimo incremento del costo dei combustibili fossili, che ipotizzava il rientro dell’investimento di 160 milioni di euro in 10 anni può essere ancora valido? Ne dubitiamo seriamente, come dubitiamo della buonafede dei vari esponenti politici che si stanno affannando per aggirare la sentenza del TAR Veneto che ha bocciato il nuovo cementificio proposto da Italcementi a Monselice.

Prima hanno sostenuto che l’intervento fosse “migliorativo e legittimo”, poi di fronte ai pronunciamenti inequivocabili della Magistratura, stanno passando al tentativo di imporre un’opera fuorilegge, attraverso il cambiamento delle leggi. Con una logica bestiale, la stessa che ha portato ad innalzare il livello di atrazina per rendere l’acqua potabile. Con questo spirito l’Ass. provinciale Fabio Conte, il Sindaco di Monselice Francesco Lunghi, il Consigliere Regionale Stefano Peraro, fanno da apripista alla lobby dei cementieri. Invece di operare per far rispettare le leggi si stanno prodigando per cambiarle, forzando la mano per far modificare e snaturare confini e norme che hanno regolato la vita del Parco Colli.

Diciamo subito che questo è un rilancio molto pericoloso, poiché non fa i conti con la diversa sensibilità dimostrata dai cittadini su questi temi, in occasione dei referendum. Abbiamo vanamente atteso dei segnali di apertura da Parco Colli, Provincia, Regione, Aziende e Sindacati per aprire un confronto su quell’accordo di programma previsto dal Piano Ambientale, capace di tenere insieme l’interesse di tutti. 

Noi continueremo ad operare nella ricerca di percorsi, proposte, scelte produttive che nel medio periodo siano gradualmente alternative alla presenza di tre cementifici. Auspichiamo che finalmente si affermi la volontà di discutere anche in questa direzione. Contestualmente avvisiamo quanti pensano di usare scorciatoie, pasticci normativi, forzature politiche e intimidazioni, con il fine ultimo di trasformare i cementifici in inceneritori di rifiuti, che in questo territorio, non avranno vita facile.

Francesco Miazzi – Consigliere Comunale di Monselice

lunedì 6 giugno 2011

2° edizione di Giocalonga

E' tornata la seconda edizione della Giocalonga.
L'associazione Tekazù vi aspetta domenica 12 giugno a San Giorgio di Valpolicella.
Prenotate subito il posto in prima fila telefonando al numero 3334328667 o scrivendo a tekazu@tiscali.it.

INFORMAZIONI
Ritrovo ore 15 alla Pieve di San Giorgio di Valpolicella
Il percorso, non adatto ai passeggini, si svolgerà all’interno del bosco
Si raccomando un abbigliamento adeguato!
In caso di brutto tempo la Giocalonga è rimandata a domenica 19 giugno


domenica 5 giugno 2011

Chiedi alle polveri

Tratto da AE n° 126: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2800&fromHP=1

In Valpolicella, tra i pregiati vigneti, un cementificio rende l’aria pesante. La lotta dei comitati contro gli “ammodernamenti” di Cementi Rossi

Davanti al municipio di Fumane, piccolo Comune della Valpolicella, in provincia di Verona, nessun cartellone promuove le eccellenze del territorio, il vino Amarone o il rosso Doc: qui campeggia invece un tabellone luminoso che misura le emissioni di Pm10 (polveri sottili), SO2 (biossido di zolfo), NO2 (biossido di azoto). Un “aggeggio” che stona con il paesaggio che si attraversa dopo aver lasciato la Ss12 del Brennero. La strada comincia a salire, intorno ci sono solo vigneti. Si va verso il Parco naturale regionale della Lessinia. La “risposta” alla nostra muta domanda -perché monitorare la qualità dell’aria in un Comune di poco più di 4mila abitanti?-, è nascosta in una stretta vallata, a poche centinaia di metri dal municipio: incastrato tra le vigne, ecco il cementificio. L’aria, a Fumane, è quella di una grande metropoli congestionata dal traffico. Alcuni dati sparsi: la soglia ritenuta accettabile di Pm10, 50 microgrammi per metro cubo, è stata superata 60 volte nel 2008, 58 volte nel 2009 e 40 volte nei primi 4 mesi del 2010; secondo uno studio dell’Università di Trento, che ha elaborato un “Piano di azione e risanamento della qualità dell’aria dei comuni dell’area metropolitana di Verona”, “l’emissione autorizzata di ossidi di azoto (NOx) per l’impianto di Cementi Rossi a Fumane è pari a 3473,2 t/anno. Rappresenta un quantitativo pari a circa l’81% di quanto emesso da tutte le fonti del Comune di Verona”; e uno studio dell’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale (Arpav), certifica che il 95-98 per cento della produzione di CO2 e NO2 a Fumane sono dovuti alle emissioni del cementificio. “Per il numero di abitanti, e la naturalità del contesto, nei rapporti dell’Arpav i valori della centralina di Fumane dovrebbero essere assimilabili a quelli di Bosco Chiesanuova, in Lessinia. Ma sono peggiori di quelli di Verona. E ci sono solo due industrie su tutto il territorio comunale”, racconta Mimmo Conchi, presidente di Fumane Futura, il comitato che da qualche anno fa luce su quanto accade a Fumane. Il comitato è una spina nel fianco per Cementi Rossi: l’azienda piacentina, che è il sesto gruppo cementiero del Paese, e ha chiuso il 2009 (ultimo bilancio presentato) con un fatturato di 157 milioni di euro, controlla dagli anni Ottanta il cementificio in Valpolicella. Mimmo Conchi, descrive i tre “fronti” aperti, quelli che rendono l’aria pesante a Fumane. Sono tre infatti i progetti sottoposti a valutazione d’impatto ambientale: il primo riguarda l’ampliamento, definito però “ammodernamento”, dello stabilimento, “e prevede la costruzione di una ciminiera alta 103 metri, con la capacità di emettere nell’aria 360mila metri cubi di fumi all’ora. Oggi -spiega Conchi- le due ciminiere di Cementi Rossi hanno una capacità complessiva di 240mila”. Il secondo fronte è quello legato all’utilizzo dei rifiuti al posto del materiale di cava nel ciclo produttivo: Cementi Rossi vorrebbe poter sostituire alla marna, -uno dei componenti del cemento- “fino a 122mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali, di cui 80mila tonnellate di ceneri pesanti, l’11% di tutte quelle prodotte in un anno in Italia, e 12mila di scarti di laminazione”. Nel progetto esecutivo d’ammodernamento, l’azienda immagina di utilizzare -ogni anno- 800mila tonnellate di marna e 80 di ceneri pesanti. “Ogni 10 parti di calcare, una di ceneri”, chiosa Mimmo. E si chiede cosa possa succedere ai metalli pesanti “incorporati” nel cemento dopo che è diventato il muro portante di una casa. Dato che l’inceneritore di Verona, a Ca’ del Bue produce al massimo 40mila tonnellate di ceneri pesanti, le altre dovranno essere “importate”. Immaginiamo una scena surreale: dall’A22, casello Verona Nord, si arrampicano in Valpolicella camion carichi di ceneri pesanti, scorie ricche di metalli inquinanti come zinco, rame, piombo, cromo, nichel, vanadio, cobalto, arsenico e cadmio. Il terzo fronte, invece, riguarda il rinnovo della concessione mineraria per scavare la collina di Marezzane. È il primo che si è aperto, ormai undici anni fa. “La concessione occupa 426 ettari. L’area è divisa tra i territori di Fumane e Marano di Valpolicella. Siamo in pieno Parco delle Lessinia”, racconta Daniele Todesco, presidente dell’associazione ambientalista locale Valpolicella 2000. Per Cementi Rossi, la collina di Marezzane rappresenta solo il quarto lotto da cavare all’interno della propria concessione, da cui l’azienda spera di ricavare almeno 7,5 milioni di tonnellate di marna. Fumane Futura e Valpolicella 2000 sono i protagonisti di questa storia. Hanno fatto arrivare fin quassù persino Ettore Mo, storico inviato del Corriere della Sera e le telecamere di Report. Un ruolo da comprimari giocano invece gli enti locali: i Comuni di Fumane e Marano di Valpolicella fanno propria ogni richiesta dell’azienda. Le due amministrazioni, ad esempio, quando guardano la collina di Marezzane, non vedono la ricchezza paesaggistica, ma solo la possibilità di incassare un contributo di 50 centesimi di euro per ogni metro cubo di materiale scavato, 140mila euro all’anno secondo i calcoli di Fumane Futura. Di fronte alla miopia interessata dei Sindaci, chi vive a Fumane e Marano ha scelto di uscire allo scoperto: “Nel 2002 abbiamo aperto un sentiero sulla collina di Marezzane -racconta Todesco di Valpolicella 2000-. Il sindaco di Marano lo considera un sentiero ‘politico’. Il Comune non lo segnala nemmeno nella guida ai sentieri. Nelle scuole dicono di non fare passeggiate lì”. Dal 2006, ogni anno, Valpolicella 2000 organizza “Marezzane non si tocca”, una manifestazione alla scoperta della collina. Fumane Futura è nata più tardi, nel 2008, “come reazione spontanea dei cittadini di fronte al ‘muro contro muro’ dell’amministrazione comunale” racconta Giorgio Lonardi, uno dei membri del comitato. Il primo post sul blog del comitato è del 24 ottobre 2008, e delinea i princìpi e le azioni future: “Durante la presentazione dei nuovi progetti di viabilità l’amministrazione comunale è stata duramente contestata da numerosi cittadini per l’appoggio concesso a Cementi Rossi. All’unanimità infatti ha dato parere favorevole alla richiesta di sfruttamento minerario della collina di Marezzane avanzata dal cementificio, accettando che un patrimonio insostituibile del paesaggio venga ridotto in polvere. Non solo: ha dato anche parere favorevole all’ammodernamento del cementificio [...] e all’impiego nel processo produttivo di tre rifiuti industriali. Di fronte a questa politica miope noi cittadini di Fumane non potevamo rimanere indifferenti [...]. Il comitato si propone di interrompere l’assuefazione alla presenza di Cementi Rossi a Fumane; riteniamo infatti che la sola esistenza in questi luoghi di un cementificio sia un oltraggio alla bellezza della Valpolicella e un gravissimo pericolo per l’economia vitivinicola che ha reso questa zona famosa nel mondo”. “Niente giustificava una nuova viabilità -continua Lonardi-, né un progetto che prevedeva la realizzazione di camionabili, di nastri trasportatori per il cemento. Ci siamo resi conto che era un piano ‘cucito’ su misura per il cementificio”. E i cittadini allora si ribellano. Il 2008 a Fumane è un anno importante: in piena estate, il 13 agosto, la commissione provinciale per la Valutazione d’impatto ambientale ha promosso l’inchiesta pubblica in merito all’utilizzo dei rifiuti nel cementificio: è solo attraverso questa procedura, un’“informazione d’obbligo”, che i cittadini sono stati informati della richiesta avanzata da Cementi Rossi; tra Natale e Capodanno, il 29 dicembre, invece, il Comune di Fumane ha approvato la convenzione con Cementi Rossi: prevede che l’azienda paghi un contributo all’ente locale per ogni metro cubo di rifiuti smaltiti nell’impianto. “Ci troviamo ogni venerdì, da quasi tre anni -riprende Lonardi-. Quando abbiamo organizzato il primo banchetto informativo, con vino, castagne e volantini, ci siamo trovati contro i lavoratori dello stabilimento. Ci accusano di essere ‘gli ambientalisti che mandano a casa gli operai’. Qualcuno, tra gli attivisti del Comitato, ha pagato anche in termini personali: chi ha avuto le vigne tagliate, chi ha trovato teste di capretto davanti alla porta di casa, o ricevuto strane e mail di minaccia...”. Il primo marzo 2011, Fumane Futura e Valpolicella 2000 hanno incassato una prima parziale vittoria: il Tribunale amministrativo regionale si è pronunciato su due dei tre fronti aperti, dando ragione ai cittadini e agli ambientalisti. “Il ricorso riguardava l’utilizzo dei rifiuti e il parere positivo della Provincia di Verona sul progetto per l’’ammodernamento’ dello stabilimento. Era stato presentato da Fumane Futura, Valpolicella 2000 e Legambiente” spiega entusiasta Mimmo Conchi. “Il Tar ha accolto tutte le nostre riserve. Di più: ha assunto la ‘filosofia’ che sta alla base del ricorso, ovvero considerare un tutt’uno l’insieme del progetto, ammodernamento dell’impianto, utilizzo dei rifiuti, e che come verificarlo”. Detto questo sul ‘metodo’, entra nel merito. Qui il Tar fa le pulci ai Comuni che -dopo un’istruttoria in cui si mettevano in evidenza le criticità del progetto- hanno dato, in modo illogico, un parere positivo. Sull’operato della giunta provinciale il Tribunale arriva a scrivere che ‘la giunta non fa altro che prendere il dispositivo della commissione Valutazione d’impatto ambientale ed assumerlo in modo acritico’. La sentenza sembrerebbe tombale”, chiosa Conchi, consapevole però che con molta probabilità Cementi Rossi ricorrerà al Consiglio di Stato (l’equivalente amministrativo della Corte d’Appello). Secondo il presidente di Fumane Futura, la sentenza del Tar influirà anche sul parere che la Soprintendenza ai beni paesaggistici di Verona è chiamata a dare in merito all’altro ricorso pendente al Tar, quello promosso dalla Comunità montana della Lessinia contro Cementi Rossi e che riguarda il rinnovo della concessione mineraria che include l’area di Marezzane. “Il dispositivo del Tar invita infatti a considerare ‘l’insieme’ delle azioni promosse da Cementi Rossi”. Il ricorso della Comunità montana della Lessinia risale al 2000, e nel 2010, dopo dieci anni, “la Comunità montana ha rinnovato l’interesse a mantenere aperto il caso, per scongiurarne la prescrizione”, spiega Conchi. Ora più che mai il comitato Fumane Futura e l’associazione Valpolicella 2000 sono convinti che la Valpolicella sia ad un bivio. “Sul tavolo ora c’è l’ipotesi del ‘piano B’: finora, il progetto di Cementi Rossi è sempre stato considerato intoccabile. Il Tar ci invita ad iniziare a parlare di riconversione, di un altro futuro. Se prima ciò appariva improponibile, questa sentenza lo indica come una necessità. L’altra sponda, quindi, non è il Consiglio di Stato che potrebbe ribaltare la sentenza. Il Tar ci dice che tutto ciò che è stato fatto è stato fatto male. È il caso di ripensare all’impianto stesso del progetto. Ricordandoci che siamo in Valpolicella”. La “forzatura” di Cementi Rossi (l’ammodernamento dell’impianto e l’utilizzo dei rifiuti) obbliga quindi a una scelta tra due economie. Da una parte c’è l’abisso industriale, dall’altra la produzione agricola di qualità per cui la zona è oggi famosa nel mondo. Molti tra i produttori di vino hanno scelto da che parte stare. E le loro aziende rappresentano la vera ricchezza di questa terra (il fatturato di una sola azienda, l’agricola Masi di Marano, il cui presidente Sandro Boscaini è uno degli uomini forti di Confindustria a Verona, è di quasi 60milioni di euro). “Sono 6mila gli addetti nella viticoltura e nell’ecoturismo -racconta Mimmo Conte-. E negli ultimi due anni a Fumane hanno aperto una decina di bed&breakfast”. Tra di loro c’è Franco Scamperle. È il cognato di Mimmo Conchi, e la sua azienda agricola Le Salette produce ottimi vini: nel 2011 l’Amarone “Pergole Vece” 2006 si è visto assegnare il “Super Tre Stelle” della Guida Veronelli. Scamperle è iscritto al Consorzio di tutela vino Valpolicella, che ha intrapreso alcuni progetti per un’agricoltura e viticoltura più sostenibile: “Con un gruppo di 20 aziende, iniziamo una sperimentazione nei vigneti: contro la tignola, useremo il metodo della confusione sessuale, che consiste nel posizionare una quantità definita di contenitori di feromoni e controllare i voli della tignola”. Rimedio più costoso di quelli chimici, ma del tutto naturale. “Alcune aziende agricole delle zona stanno per chiedere la conversione al biologico -racconta Conchi-. Che cosa succederà se la certificazione verrà negata a causa di un’incompatibilità con la presenza del cementificio?”. È ora di cambiare. Sono passati 40 anni da quando il quotidiano l’Arena di Verona titolava “A Fumane nevica anche d’estate!”. Mentre tutta la Valpolicella s’imbianca con la fioritura dei ciliegi, a Fumane è ancora la polvere di cemento a ricoprire i tetti delle case.

sabato 4 giugno 2011

Terra Viva spiega ai bimbi della scuola le colture sostenibili

Lezione di agricoltura con meno anticrittogamici a San Floriano nei vigneti attorno alle elementari

I bambini delle scuole elementari incontrano la viticoltura sostenibile. Questa l'iniziativa organizzata  dall'associazione Terra Viva nei vigneti attorno alla scuola Riccardo Anoardo, tecnico informatico, Francesco Badalini, perito agrario, e Paolo Zardini, agronomo e docente, hanno illustrato ai bambini della IVa B e alle loro maestre il ritorno al passato, ad un'agricoltura più sana, con l'utilizzo di una tecnologia moderna. La seconda parte dell'incontro, con il tecnico Enrico Marchesini preparato all'aggiornamento dei viticoltori. Presenti sia vinificatori in proprio che produttori di uva da vendere a cantine sia conferitori della cantina sociale. L'incontro è proseguito all'Azienda Bonazzi aperto a tutti i viticoltori interessati. I terreni interessati all'iniziativa sono dietro la scuola elementare di San Floriano e salgono verso il colle della Masua. La scuola si trova in una posizione favorevole ad una visita didattica che mostri come sia possibile ridurre la quantità dell'uso di anticrittogamici nella coltivazione della vite favorendo un rapporto più salutare tra agricoltura e popolazione, vite e scuole. «Terra Viva vuole divulgare le iniziative di rivitalizzazione della nostra terra e spiegarne i vantaggi sin dall'età scolare, quando la sensibilità a questi temi è ancora più forte», dice il coordinatore dell'associazione Paolo Zardini.
E intanto continua a San Floriano il progetto di lotta alla tignola con il metodo della confusione sessuale promosso da Terra Viva. «I produttori di Amarone avranno una qualità superiore riconosciuta, spendibile sui mercati. Non dimentichiamo», dice Francesco Badalini di Terra Viva, «che i primi a trarre vantaggio dal miglioramento dell'ambiente sono i contadini». G.G.

L'Arena 03/06/2011

venerdì 3 giugno 2011

Altre 54.000 tonnellate di rifiuti a Fumane?



Dopo un mese di silenzio e nonostante la sentenza del TAR contro l'ammodernamento del cementificio e l'uso di rifiuti, Cementirossi richiede un'istanza di proroga (una richiesta) per riautorizzare 54.000 tonnellate di rifiuti, sempre sullo stesso progetto, con il presupposto che l'autorizzazione sia ancora valida.
La Provincia risponde che "la domanda non potrà essere accolta stante il vincolo che su ogni decisione in merito da parte della Provincia grava la predetta argomentazione del TAR, che allo stato è pienamente vincolante".