lunedì 15 aprile 2013

...e la Morte NON vincerà


“Sol chi non lascia eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna;” (Ugo Foscolo: “I Sepolcri”)




Sandro Campagnola se n'è andato (L'ARENA del 11 aprile 2013 – pagina 18), ma NON il suo ingegno ed il suo coraggio, che resteranno dentro di noi come “eredità” ed esempio di lotta in difesa del Territorio e delle condizioni di vita della Valpolicella.

Già da anni con il suo sito www.teladoiolavalpolicella.it denunciava la manomissione anzi la devastazione dell'ambiente della nostra vallata ad opera dei sindaci “palazzinari” .

Ora tale “offensiva del male”, contro il Bene Comune, dei nuovi adulatori del biblico “Vitello d'oro” ,”volàno dello sviluppo” dell'illusoria “negrarizzazione”, sta continuando.

PAT (piano di Assetto del Territorio), P.I. (Piano degli Interventi), Crediti edilizi, Diritti acquisiti, sono le nuove armi dei nostri sindaci devastatori.

A Marano il sindaco Simone Venturini tenta di bloccare, presentando querele, la libertà di espressione delle minoranze impegnate a contestare la pratica della violenza intimidatoria nonché l'emissione di un PAT che prevede decine di migliaia di metri di nuove costruzioni industriali e residenziali (con cartello VENDESI ?) , proprio necessarie nella Marano-Valgatara di Sandro Campagnola, ultimo “gioiello verde” della Valpolicella ?

A Fumane, il sindaco Domenico Bianchi, escogita un PAT di decine di migliaia di metri, che secondo quanto riportato a pagina 10 del PRIMO GIORNALE del 9 Aprile 2013, fa beneficiare della trasformazione in area fabbricabile dei terreni agricoli di proprietà del sindaco stesso !

A San Pietro, il sindaco Gabriele Maestrelli, ad ogni sua uscita pubblica per l'area Lonardi o per la centrale a biomasse, provoca una sommossa della popolazione e, con la sua incapacità a mediare tra cittadini, Regione ed investitori stranieri portatori di capitali di “dubbia origine”, la obbliga a ricorsi al Consiglio di Stato, al TAR e ad appelli al Capo dello Stato, come nel Medioevo, ai tempi di Robin Hood e dello “sceriffo di Nottingham”, quando “i sudditi” erano costretti ad appellarsi alla “benevolenza del principe o del re” contro le angherie dei feudatari locali (PRIMO GIORNALE pagina 9).

A Negrar, il sindaco Giorgio Dal Negro, anche presidente dei sindaci del Veneto aderenti all'ANCI, destreggiandosi tra P.I. - Piano degli Interventi, crediti edilizi, diritti acquisiti, ecc. provoca una “colata di cemento” di centinaia di migliaia di metri cubi (L'ARENA del 11 Aprile 2013-pagina 26) di cui ora si rendono conto anche i consiglieri della così detta “minoranza”, dopo che pochi mesi or sono in Consiglio Comunale si erano “astenuti” sulla tassazione agevolata sui plusvalori delle aree fabbricabili, elaborata su ordine del sindaco Dal Negro, dalla consulente esterna, l'architetta di Vicenza Marisa FANTIN.

Questi quattro “primi cittadini” della Valpolicella vorrebbero “rubarci la speranza”, quella che anche Papa Francesco, ci ha esortato a NON lasciarci rubare !

Il coraggio, l'intelligenza, l'arguzia di Sandro Campagnola ci spronano a continuare la nostra battaglia contro i nuovi Attila, flagelli della Valpolicella, dove vorrebbero “NON fare crescere più un filo d'erba”!

Sulla necrologia a pagina 18 de L'ARENA del 11 Aprile 2013 sta ben scritto: “....e la Morte NON vincerà.”

Ugo Zanetti, Vicepresidente della Consulta Pedemontana di Negrar.

venerdì 15 marzo 2013

NoBel'13 Awards - Aggiornamenti


Ti aspettiamo domenica al NoBel Awards'13,
Sono già 25 le associazioni e comitati che hanno dato la loro adesioni, sarà una grande festa!
Le previsioni danno una (bassa per fortuna) possibilità di pioggia, ma soltanto nel pomeriggio, la biciclettata e la camminata non dovrebbero avere alcun problema.

In ogni caso il pranzo e le premiazioni del NoBel Awards'13 si tengono all'interno dell'essicatoio di Fumane, e QUINDI AL COPERTO.

Stiamo preparando per voi:
1) Gnocchi di Malga
2) Minestrone di Verdura
3) Taglieri di salumi e formaggi
4) Salamelle

Vino, ovviamente... Valpolicella... classico, superiore, ripasso.
Sono previste portate per i bambini (es: pasta in bianco, pomodoro)

Qualcuno ci ha chiesto... Dov'è l'essicatoio di Fumane?


mercoledì 13 marzo 2013

Esperanza

Lunedì 18 Marzo 2013 ore 20,45
presso villa La Torre di Fumane

Comitato Fumane Futura e Associazione Valpolicella 2000 sono liete di invitarvi alla serata di presentazione di

Esperanza
di Groppo Paolo, Groppo Pierre,
edizioni Sabbiarossa, 2012


Sarà presente l’autore Paolo Groppo
Presenta la prof. Cristina Stevanoni

Esperanza è un racconto storico che si snoda in 65 anni fondamentali per la storia del nostro tempo, e restituisce, insieme alla memoria di ciò che non vorremmo sapere, la consapevolezza che si possa cambiare. Che una vita migliore sia possibile. Sullo sfondo di una Germania in pieno boom economico, un’Argentina al collasso, una Bolivia ostaggio di giochi di potere troppo grandi, ci sono tutte le domande sulle origini e lo sviluppo di ogni genere di razzismo e di dittatura, anche economica. E c’è una risposta. Unica. Esperanza.


Germania, 1945. Argentina, 1977. I lager per lo sterminio degli ebrei e le torture e i vuelos de la morte dei dissidenti dell'Erp, l'esercito rivoluzionario del popolo argentino, i 30mila desaparecidos strappati alle famiglie.In questi due contesti, così lontani e così vicini, si sviluppano le storie dei protagonisti. Mathias e Nicole, in Germania, Antonia, in Argentina. La consapevolezza che solo la conoscenza di ciò che è stato, così ben nascosto dalle rispettive famiglie, possa aiutarli a vivere il presente e pensare a un futuro li porterà a vivere l'avventura di Andrés, che combatte a Santa Cruz per i diritti delle comunità indigene. Il loro viaggio verso il futuro li catapulta in un passato fatto di violenza, sofferenza, tirannia. Ripercorrono la vita di zia Helga, di Alicia e Nestor, di Britta e di quanti hanno i segni indelebili del periodo storico in cui si sono trovati imbrigliati.Sullo sfondo di una Germania in pieno boom economico, un'Argentina al collasso, una Bolivia ostaggio di giochi di potere troppo grandi, ci sono tutte le domande sulle origini e lo sviluppo di ogni genere di razzismo e di dittatura, anche economica. E c'è una risposta. Unica. Esperanza.

Lasciate parlare me. Io, Pachamama, la Madre Terra tante volte orribilmente offesa da esseri umani senza pietà. Io vi racconto di Jesùs, del suo cane Silver e di Romualdo, in attesa sotto il portico che arrivino gli angeli di Buenos Aires. Io sono qui, a Bahia Blanca, come altrove, a proteggere, a darvi il mio sangue e le mie forze. Io vi accolgo quando finite il vostro passaggio terreno e vi faccio riposare in pace. Ma non per tutti è così, c’è chi nasconde dentro di me il peggio di se stesso, l’abominio e il disonore. Questo sono venuti a cercare i giovani angeli. [...]
Hanno sentito il mio grido. Sono anni che piango, in silenzio, forse adesso è arrivato qualcuno per compiere quella purificazione che aspetto da troppo tempo. Nord est di Bahia Blanca, Camino della Carrindanga, quello che va verso la Sierra de la Ventana. Terra buona, scura e ricca, le mie migliori energie: è lì sotto che vanno a cercare la risposta al dubbio su quel gruppo di desaparecidos.

Esperanza è opera prima del duo Paolo e Pierre Groppo.

Il prossimo racconto su cui gli autori stanno lavorando avrà come ambientazione la Valpolicella, le sue bellezze e contraddizioni.

La conclusione come in stile con assaggi e degustazioni.

Gradita la prenotazione.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti







giovedì 7 febbraio 2013

Stop ai 50 nuovi cementifici-inceneritori in Italia!


Cari amici, tra pochi giorni in Italia, nel completo silenzio e a Camere sciolte, sta per essere approvato un decreto legge che permetterà a più di 50 cementifici di co-incenerire rifiuti facendoli diventare veri e propri inceneritori. Il decreto viene giustificato con la "continua crescita della quantità di rifiuti", ma i dati dell'Ispra certificano che i rifiuti prodotti in Italia nel 2010 sono inferiori a quelli del 2006, e i dati del 2012, complice la crisi, evidenziano un ulteriore calo, cui ha dato risalto recentemente anche Il Sole 24 Ore.Con questo decreto i rifiuti solidi urbani diventeranno, da un giorno all'altro vere e proprie merci che potranno essere acquistate e vendute in tutto il Paese e oltre.
La possibilità di trasformare i cementifici in impianti di co-incenerimento è soltanto un “regalo” offerto all'industria del cemento, in grave crisi a causa della riduzione di produzione e consumo a discapito della salute umana.
Questo grave tema dovrebbe essere affrontato con Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento) nel corso della prossima legislatura, per andare verso una progressiva riduzione del numero di impianti presenti, a partire da quelli che, per localizzazione, presentano particolari problematiche ambientali (perché siti in luoghi densamente abitati, come le città capoluogo, o di pregevoli caratteristiche ambientali, o particolarmente concentrati).
Lo scorso Gennaio questo decreto ha avuto parere favorevole dalla commissione "Territorio, ambiente, beni ambientali" del Senato, dopo una fase “istruttoria” durata appena due giorni lavorativi.Il prossimo 11 Febbraio lo stesso decreto verrà sottoposto all'attenzione dei membri della commissione Ambiente della Camera.

Abbiamo pochi giorni per agire! Sostieni questa campagna per sensibilizzare i deputati alla commissione Ambiente della Camera chiedendo loro di attendere la prossima legislatura per affrontare il tema.

Invia la mail che trovi sotto ai Parlamentari della Commissione Ambiente:

alessandri_a@camera.it, margiotta_s@camera.it, tortoli_r@camera.it, mondello_g@camera.it, pizzolante_s@camera.it, aracri_f@camera.it, benamati_g@camera.it, bocci_g@camera.it, bonciani_a@camera.it, braga_c@camera.it, brambilla_m@camera.it, bratti_alessandro@camera.it, cosenza_g@camera.it, dibiagio_a@camera.it, dicagnoabbrescia_s@camera.it, dionisi_ a@camera.it, dussin_g@camera.it, esposito_s@camera.it, foti_t@camera.it, ghiglia_a@camera.it, gibiino_v@camera.it, ginoble_t@camera.it, iannarilli_a@camera.it, iannuzzi_t@camera.it, lanzarin_m@camera.it, lisi_u@camera.it, marantelli_daniele@camera.it, mariani_r@camera.it, misiti_a@camera.it, morassut_r@camera.it, motta_c@camera.it, nucara_f@camera.it, piffari_s@camera.it, pili_m@camera.it, pizzimbone_p@camera.it, realacci_e@camera.it, scilipoti_d@camera.it, stradella_f@camera.it, togni_r@camera.it, vatinno_g@camera.it, vella_p@camera.it, vessa_p@camera.it, rodolfo_g@camera.it, zamparutti_e@camera.it

e per conoscenza a:


Se puoi, inoltra questa email a tutti i tuoi contatti sensibili al problema, posta su facebook, twitter #noaicss , se hai un blog inserisci un post!

TESTO DA INVIARE

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Oggetto: Che fretta c'è? Rinviate alla prossima legislatura la discussione sui rifiuti nei cementifici

Stimati commissari,
in vista della riunione del prossimo 11 febbraio, nella quale sarete chiamati ad esprimere un parere in merito allo "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale"
v'invito a considerare che:
  • il provvedimento viene giustificato con la "continua crescita della quantità di rifiuti [che] costituisce un problema ambientale e territoriale comune a tutti i paesi industrializzati, ma con connotati più gravi per l’Italia e, in particolare, per alcune aree del nostro Paese che fanno ancora ampio ricorso allo smaltimento in discariche, di cui molte fra l’altro in via di esaurimento", mentre i dati dell'Ispra certificano che i rifiuti solidi urbani prodotti in Italia nel 2010 sono inferiori a quelli prodotti nel 2006, con un ulteriore calo nel 2012 legato alla situazione di crisi attualmente in atto;
  • la destinazione dei rifiuti a pratiche di incenerimento è contraria alla recente raccomandazione del Parlamento europeo (A7-0161/2012, adottata a Maggio 2012) di rispettare la gerarchia dei rifiuti e di intraprendere con decisione, entro il prossimo decennio, la strada dell’abbandono delle pratiche di incenerimento di materie recuperabili in altro modo;
  • attraverso la trasformazione in CSS, i rifiuti solidi urbani, per cui vige il principio della gestione e della "chiusura del ciclo" a livello territoriale, vengono trasformati in rifiuti speciali, il cui sistema di tracciabilità, Sistri, è ancora un miraggio, un problema evidenziato anche nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse;
  • i cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti con e senza l’uso dei rifiuti come combustibile e i limiti di legge per le emissioni di questi impianti sono enormemente più permissivi e soggetti a deroghe rispetto a quelli degli inceneritori classici; ad esempio, considerando solo gli NOx, per un inceneritore il limite di legge è 200 mg/Nmc, mentre per un cementificio è tra 500 e 1800mg/Nmc;
  • la combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia emissiva di questi impianti, in particolare in merito alla emissione di diossine/composti organici clorurati e metalli pesanti. La produzione di diossine è direttamente proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati. Da un'analisi comparata dei decreti legislativi 152/2006 e 133/2005, inoltre, risolta che il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 0,01 milligrammi/mc nei cementifici;
  • nella prossima legislatura potrebbe essere approvato il ddl promosso dal ministro dell'Agricoltura Mario Catania in merito al contenimento del consumo di suolo agricolo, che comporta, tra l'altro, una moratoria triennale rispetto all'edificazione di nuovi terreni agricoli, con una conseguente riduzione del fabbisogno di cemento pro-capite e quindi dell'attività dei cementifici, e ciò potrebbe comportare un'auspicabile nuova configurazione dell'intero comparto produttivo;
per quanto sopra esposto vi chiedo di esprimere un parere negativo, e di far pressione sull'esecutivo affinché il provvedimento venga discusso in maniera più ampia durante la prossima legislatura.
Luogo:
Data:
Firma:


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RICORDATI LUOGO, DATA E FIRMA!

giovedì 31 gennaio 2013

Quanta fretta, ma dove corrono?


Bruciare rifiuti negli impianti di produzione di cemento: 
un decreto passato nel silenzio di un fine legislatura che desta molte preoccupazioni

Comunicato stampa, 30 gennaio 2013

Quanta fretta, ma dove corrono?
Solo adesso, a Camere sciolte, ha preso forma l'iter di approvazione dello "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale". 
Il decreto - come rivela un articolo pubblicato da Altreconomia.it - ha avuto, il 16 gennaio scorso,  parere favorevole della 13° commissione "Territorio, ambiente, beni ambientali" del Senato, dopo una fase “istruttoria” durata appena due giorni lavorativi. 
Ciò ha destato la viva preoccupazione delle associazioni e dei comitati, impegnati per la tutela del paesaggio, contro la presenza di inceneritori e co-inceneritori, e per promuovere una gestione sostenibile del territorio e la strategia “Rifiuti zero”.
Per questo, in vista del prossimo 11 febbraio 2013, quando lo stesso testo sarà sottoposto all'attenzione dei membri della commissione Ambiente della Camera, Associazione "Comuni virtuosi", Slow Food Italia, Campagna Legge Rifiuti Zero, "Comitato promotore Campagna Difesa Latte Materno dai Contaminanti Ambientali", Associazione "Verso rifiuti zero", Zero Waste Italy, Rete nazionale rifiuti zero, Stop al consumo di territorio, Rete dei comitati pugliesi per i beni comuni, AriaNova di Pederobba (Tv), Comitato "Lasciateci respirare" di Monselice (Pd), "E noi?" di Monselice (Pd), Fumane Futura di Fumane (Vr), Valpolicella 2000 di Marano (Vr), Circolo ambiente “Ilaria Alpi” di Merone (Co), Associazione “Gestione corretta rifiuti” di Parma, Campagna Pulita, Maniago (Pn), Movimento No all'Incenerimento di rifiuti, Si al Riciclo, Fanna (Pn), Ambiente e futuro per rifiuti zero, Comitato per la tutela ambientale della Conca Eugubina di Gubbio (Pg), Associazione “Mamme per la salute e l'ambiente” di Venafro (Is) invitano i deputati a leggere attentamente la “relazione istruttoria” che accompagna il testo prima di dare parere favorevole. 

Non è vero che produciamo sempre più rifiuti!
Perché quella che consideriamo l'istituzionalizzazione del processo di co-incenerimento viene giustificata con la "continua crescita della quantità di rifiuti [che] costituisce un problema ambientale e territoriale comune a tutti i paesi industrializzati, ma con connotati più gravi per l’Italia e, in particolare, per alcune aree del nostro Paese che fanno ancora ampio ricorso allo smaltimento in discariche, di cui molte fra l’altro in via di esaurimento". I dati in merito alla produzione di rifiuti solidi urbani nelle nostre città, tuttavia, si discostano da questa impostazione. L'Ispra certifica che nel 2010 il dato complessivo era inferiore a quello del 2006. E il 2012, complice la crisi, ha evidenziato un ulteriore e rilevante calo, cui ha dato risalto recentemente anche Il Sole 24 Ore.  

Rifiuti urbani e rifiuti speciali insieme: quali controlli?
A preoccuparci è anche la trasformazione del rifiuto connessa all'applicazione del decreto: "Il CSS non è composto da rifiuti tal quali, ma è un combustibile ottenuto dalla separazione, lavorazione e ri-composizione di rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi". Ciò significa che rifiuti solidi urbani, per cui vige il principio della gestione e della "chiusura del ciclo" a livello territoriale, e per i quali ci stiamo promovendo una legge d'iniziativa popolare “Verso rifiuti zero”, diventano rifiuti speciali, che possono essere acquistati e venduti, in tutto il Paese e oltre. Non dimentichiamo nemmeno, perciò, che il sistema di tracciabilità di questi rifiuti speciali, Sistri, è ancora un miraggio, un problema evidenziato anche nella relazione della Commissione parlamentare  d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. 

Due bei regali ai cementifici: combustibile gratuito e contributi per lo smaltimento!
Consideriamo, infine, che la possibilità di trasformare i cementifici in impianti di co-incenerimento è soltanto una “stampella” offerta all'industria del cemento, in grave crisi a causa della riduzione di produzione e consumo, quantificata, dal 2006 al 2012, nel 39,4% dei volumi, pari a 18,5 milioni di tonnellate. 
Valutiamo, però, che questa situazione debba essere affrontata con Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento) nel corso della prossima legislatura, per andare verso una progressiva riduzione del numero di impianti presenti, a partire da quelli che, per localizzazione, presentano particolari problematiche ambientali (perché siti in luoghi densamente abitati, come le città capoluogo, o di pregevoli caratteristiche ambientali, o particolarmente concentrati).
E infine: come mai ci serve più cemento?
Chiediamo, pertanto, alla commissione Ambiente della Camera di attendere la prossima legislatura per affrontare il tema, a partire da un'analisi seria del fabbisogno di cemento, che potrebbe subire una ulteriore riduzione, vale la pena ricordarlo, se, come auspichiamo, venisse accelerato l'iter d'approvazione del ddl promosso dal ministro dell'Agricoltura Mario Catania in merito al consumo di suolo agricolo.   

Contatti e ufficio stampa: 

Domenico Finiguerra, Stop al consumo di territorio, 338 4305130 
Valter Musso, Slow Food Italia, v.musso@slowfood.it, 0172 419615
Comitato Direttivo Associazione nazionale “Comuni virtuosi”, 348 3963300
Alesssio Ciacci, associazione “Comuni verso rifiuti zero”, 329 1718456
Francesco Miazzi, Comitato “Lasciate respirare” di Monselice 349 8353348
ZERO WASTE ITALY, 338 2866215 (Rossano Ercolini)

venerdì 25 gennaio 2013

Per fare il cemento si potranno di nuovo usare rifiuti


Si torna alla quantità di 122mila tonnellate Venturi: «Scelta coerente» Critici gli ambientalisti

Negli stabilimenti della Cementirossi, a Fumane, si torna a produrre cemento inserendo 122mila tonnellate di rifiuti, tra cui 80mila tonnellate di ceneri pesanti provenienti dagli inceneritori. Per il resto si tratta di scaglie di laminazione e gessi chimici da desolforazione.
La cifra che è stata autorizzata è potenziale e annuale, calcolata sulla base di una produzione, sempre potenziale, di 500mila tonnellate, al momento ben al di sopra di quella reale, a causa della crisi dell´edilizia e, conseguentemente, dell´industria cementiera, che a livello nazionale sta cercando nuove soluzioni d´impiego nello smaltimento e riutilizzo degli scarti.
Da oltre un anno negli impianti di Fumane, a seguito della sentenza del Tribunale amministrativo regionale del 2011 che aveva detto no sia all´uso dei rifiuti da mescolare all´impasto sia al progetto di ammodernamento e ampliamento dello stabilimento, la quantità di rifiuti autorizzati dalla Provincia era scesa a 34mila tonnellate (12mila di ceneri pesanti, il resto sempre scaglie e gessi chimici).
Dal 2013 le percentuali risalgono per effetto di una sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso di Cementirossi in merito all´utilizzo dei rifiuti, dando così il via libera per ritornare alle 122mila tonnellate che erano già autorizzate prima del ricorso al Tar.
Alla luce del nuovo atto giuridico, la Provincia ha riaperto le procedure tecniche riguardanti la «Via», la valutazione di impatto ambientale, e il 10 gennaio la Giunta ha dato parere di compatibilità.
«Abbiamo ristabilito quello che era in vigore prima, nulla di più», spiega il vice presidente e assessore provinciale all´ambiente Fabio Venturi. «Siamo convinti di aver preso una decisione coerente e corretta».
Secondo l´associazione «Valpolicella 2000» e il comitato «Fumane Futura», invece, firmatari anche della moratoria dell´edilizia in Valpolicella inviata alla Regione, si tratta di «un passo indietro e un segnale grave». Il presidente di «Valpolicella 2000», Daniele Todesco: «Ancora una volta la Provincia non ha tenuto conto del contesto in cui si trova Cementirossi. Se il passaggio era obbligato per gli uffici tecnici, perché la politica non ha dimostrato che non era né necessario né obbligatorio?».
Insieme a Mimmo Conchi, presidente di «Fumane Futura», per il quale attualmente «fare cemento significa smaltire rifiuti», Todesco è convinto che «rifiuto chiami rifiuto» e che si stia spianando la strada a un´economia di questo tipo in Valpolicella. «Ma cosa c´entra con il vino o il turismo?», continua Todesco. «Siamo a un bivio, dobbiamo fare una scelta. Alla politica, però, manca sempre il coraggio».
Secondo Venturi la vocazione della Valpolicella non è in discussione. «Non si andrà oltre queste percentuali di rifiuti», dice il vicepresidente della Provincia, «sono già al massimo in un momento in cui è diminuita la richiesta di cemento».
Quindi passa alla proposta di costituire un tavolo con Cementirossi, Comune, Provincia e Regione «per valutare quale destinazione dare in futuro al sito, per prepararci al cambiamento se sarà necessario».

Camilla Madinelli

L'Arena - giovedì 24 gennaio 2013