lunedì 25 maggio 2009
mercoledì 22 aprile 2009
Evidenze scientifiche: 3 casi

E’ oggi una delle maggiori industrie chimico-farmaceutiche tedesche. Si chiama Chemie Grünenthal e negli anni ’50 mise in commercio la talidomide, un sedativo anti-nausea rivolto in particolar modo alle donne in gravidanza.
Le sperimentazioni scientifiche sugli animali dimostrarono l’innocuità assoluta del farmaco.
Sulla scatola si leggeva: “Di sicuro effetto, innocuo, assolutamente non velenoso”.
Nel 1961 il giornale “Welt am Sonntag” rivelava che il farmaco, distribuito in tutto il mondo alle gestanti, era causa di malformazioni congenite nei neonati e il 2 dicembre 61 la talidomide venne ritirata.
Strumento di una tecnologia avanzatissima, arma prima contro la malaria, il DDT fu il primo pesticida moderno.
Si credeva che fosse innocuo per l’uomo e il suo inventore fu insignito nel 1948 del premio Nobel per la Medicina.
Nel 1972, dopo aver inquinato terre e fiumi, il DDT venne proibito negli Stati Uniti; nel 1978 anche in Italia.
Un altro prodotto che ricevette l’ok ufficiale di tutti i più autorevoli enti del mondo fu l’amianto.
Per anni fu considerato un materiale estremamente versatile a basso costo: fu utilizzato come materiale edile in scuole, ospedali, palestre, carrozze ferroviarie e metropolitane, nonché per isolare tetti, caldaie e forni.
Il sospetto sulla sua tossicità venne avanzato già nel 1898 da H. Monague Murray, ma si è dovuto attendere un secolo (1994) per imporre il divieto totale di estrazione, importazione e produzione di materiali/manufatti che contengono amianto. Tuttora i dati riportati nella letteratura scientifica non sono omogenei per i metodi di campionamento ed analisi utilizzati.
L’esposizione all’amianto ha effetti cancerogenetici; il ritardo con cui le norme legislative hanno recepito il pericolo ha permesso che nel frattempo innumerevoli siano stati i malati di asbestosi, e i morti per carcinomi polmonari e mesoteliomi.
Si tratta di malattie a decorso molto lento, con latenza anche di diverse decine di anni.
Le sperimentazioni scientifiche sugli animali dimostrarono l’innocuità assoluta del farmaco.
Sulla scatola si leggeva: “Di sicuro effetto, innocuo, assolutamente non velenoso”.
Nel 1961 il giornale “Welt am Sonntag” rivelava che il farmaco, distribuito in tutto il mondo alle gestanti, era causa di malformazioni congenite nei neonati e il 2 dicembre 61 la talidomide venne ritirata.
Strumento di una tecnologia avanzatissima, arma prima contro la malaria, il DDT fu il primo pesticida moderno.
Si credeva che fosse innocuo per l’uomo e il suo inventore fu insignito nel 1948 del premio Nobel per la Medicina.
Nel 1972, dopo aver inquinato terre e fiumi, il DDT venne proibito negli Stati Uniti; nel 1978 anche in Italia.
Un altro prodotto che ricevette l’ok ufficiale di tutti i più autorevoli enti del mondo fu l’amianto.
Per anni fu considerato un materiale estremamente versatile a basso costo: fu utilizzato come materiale edile in scuole, ospedali, palestre, carrozze ferroviarie e metropolitane, nonché per isolare tetti, caldaie e forni.
Il sospetto sulla sua tossicità venne avanzato già nel 1898 da H. Monague Murray, ma si è dovuto attendere un secolo (1994) per imporre il divieto totale di estrazione, importazione e produzione di materiali/manufatti che contengono amianto. Tuttora i dati riportati nella letteratura scientifica non sono omogenei per i metodi di campionamento ed analisi utilizzati.
L’esposizione all’amianto ha effetti cancerogenetici; il ritardo con cui le norme legislative hanno recepito il pericolo ha permesso che nel frattempo innumerevoli siano stati i malati di asbestosi, e i morti per carcinomi polmonari e mesoteliomi.
Si tratta di malattie a decorso molto lento, con latenza anche di diverse decine di anni.
Adesso attendiamo che maturino i tempi per sapere di che altra patologia si potrà morire in futuro a norma di legge e con il benestare della comunità scientifica.
Lana di vetro e di roccia, fumi da incenerimento di rifiuti, alimenti modificati geneticamente? Lo sapremo forse tra qualche decennio; per adesso il profitto e la sbandierata sacralità del lavoro difenderanno con le unghie e con i denti fabbriche che inquinano e uccidono.
lunedì 20 aprile 2009
domenica 29 marzo 2009
Le riprese della conferenza del 27/03/09

fumane fumane fumane fumane fumane fumane fumane fumane
fumane fumane fumane fumane
http://pervillafranca.wordpress.com/2009/03/29/dottssa-patrizia-gentilini-a-fumane/
Ringraziamo gli amici di Villafranca per questi video
lunedì 23 marzo 2009
I nemici dei miei nemici sono miei amici?

Può capitare che persone dalla storia e dai valori completamente differenti si ritrovino concordi su un argomento. FUMANE
Non è anomalo, succede spesso, ed è anzi piuttosto confortante in alcuni contesti: significa che una questione viene considerata importante anche da prospettive completamente diverse. FUMANE
La tutela del territorio sta diventando un valore ampiamente condiviso: da coloro che si interessano alle sue qualità artistiche/storiche; da coloro che sono attenti ad uno stile di vita più sobrio e responsabile nei confronti delle generazioni future; da coloro che grazie alle proprietà di un territorio guadagnano denaro; da coloro che sanno collegare la salubrità dell'ambiente con la propria salute; da coloro che amano la propria terra perché rappresenta le radici etc. etc. FUMANE
Questa concordanza su un valore, seppur così importante, non basta però ad avvalorare fantasiose ipotesi di complicità.
Per le persone dotate di valori e dignità, i nemici dei nemici non sono amici.
Al massimo alleati circostanziali. FUMANE FUMANE FUMANE FUMANE
FUMANE FUMANE FUMANE FUMANE FUMANE
sabato 21 marzo 2009
giovedì 5 marzo 2009
Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica

In soli 3 anni... Fumane Fumane Fumane Fumane
"Ad ogni nuova pubblicazione scientifica i pericoli legati all'incenerimento dei rifiuti diventano sempre più evidenti e difficili da ignorare"
Prima edizione - 2005
"Il lettore si renderà presto
conto che per comprendere i vari aspetti dei problemi sanitari associati all’incenerimento è
essenziale conoscere un ampio numero di discipline che vanno dalla fisica degli aerosol agli
interferenti endocrini, fino al trasporto a lunga distanza degli inquinanti. Fino ad oggi, nella
maggior parte delle facoltà di medicina, praticamente non viene insegnato niente che possa fornire
al laureato gli strumenti necessari per accostarsi a questi problemi. Questo deve cambiare.
Abbiamo bisogno di una classe medica preparata ad affrontare le conseguenze per la salute
associate all’attuale degrado ambientale.
Dal rapporto risulta chiaro che non esistono certezze in grado di inchiodare l’incenerimento a
specifici effetti sulla salute. Purtroppo questo è in gran parte dovuto alle numerose e complesse
esposizioni a cui è sottoposta la razza umana. Il fatto che le “prove” di causa ed effetto siano così
difficili da dimostrare rappresenta la prima arma di difesa usata da chi preferisce lo status quo.
Tuttavia il peso delle evidenze raccolte in questo rapporto è sufficiente, nell’opinione degli autori,
per chiedere la progressiva dismissione dell’incenerimento come sistema di smaltimento dei nostri
rifiuti. Io concordo." Prof. C.V. Howard
"Il lettore si renderà presto
conto che per comprendere i vari aspetti dei problemi sanitari associati all’incenerimento è
essenziale conoscere un ampio numero di discipline che vanno dalla fisica degli aerosol agli
interferenti endocrini, fino al trasporto a lunga distanza degli inquinanti. Fino ad oggi, nella
maggior parte delle facoltà di medicina, praticamente non viene insegnato niente che possa fornire
al laureato gli strumenti necessari per accostarsi a questi problemi. Questo deve cambiare.
Abbiamo bisogno di una classe medica preparata ad affrontare le conseguenze per la salute
associate all’attuale degrado ambientale.
Dal rapporto risulta chiaro che non esistono certezze in grado di inchiodare l’incenerimento a
specifici effetti sulla salute. Purtroppo questo è in gran parte dovuto alle numerose e complesse
esposizioni a cui è sottoposta la razza umana. Il fatto che le “prove” di causa ed effetto siano così
difficili da dimostrare rappresenta la prima arma di difesa usata da chi preferisce lo status quo.
Tuttavia il peso delle evidenze raccolte in questo rapporto è sufficiente, nell’opinione degli autori,
per chiedere la progressiva dismissione dell’incenerimento come sistema di smaltimento dei nostri
rifiuti. Io concordo." Prof. C.V. Howard
Seconda edizione - 2008
"Dopo la prima pubblicazione di questo rapporto sono emersi nuovi dati rilevanti che
evidenziano come l’inquinamento da particolato fine abbia un ruolo pesante sia nella mortalità
cardiovascolare che in quella cerebrovascolare (vedi Sezione 3.1) e che dimostrano come il
pericolo sia più grande di quanto ci fossimo resi conto in precedenza. Sono stati anche pubblicati
ulteriori dati sui pericoli per la salute derivanti dai particolati ultrafini e sui rischi di altri inquinanti
emessi dagli inceneritori (vedi Sezione 3.4). Ad ogni nuova pubblicazione scientifica i pericoli
legati all’incenerimento dei rifiuti diventano sempre più evidenti e difficili da ignorare." Dr. Jeremy Thompson/Dr. Honor Antony
"Dopo la prima pubblicazione di questo rapporto sono emersi nuovi dati rilevanti che
evidenziano come l’inquinamento da particolato fine abbia un ruolo pesante sia nella mortalità
cardiovascolare che in quella cerebrovascolare (vedi Sezione 3.1) e che dimostrano come il
pericolo sia più grande di quanto ci fossimo resi conto in precedenza. Sono stati anche pubblicati
ulteriori dati sui pericoli per la salute derivanti dai particolati ultrafini e sui rischi di altri inquinanti
emessi dagli inceneritori (vedi Sezione 3.4). Ad ogni nuova pubblicazione scientifica i pericoli
legati all’incenerimento dei rifiuti diventano sempre più evidenti e difficili da ignorare." Dr. Jeremy Thompson/Dr. Honor Antony
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