venerdì 22 luglio 2011

Parco in-naturale dell'ululone

Il Progetto del Parco Naturalistico Didattico

Il 2 di Luglio appare su L’Arena l’annuncio che tra un anno sarà inaugurato il Parco Naturalistico Didattico di Fumane e Marano. L’annuncio viene dato da Marcon, direttore dello stabilimento Cementirossi di Fumane, e Barbetta, responsabile del recupero delle cave di Santoccio, Ziviana e Barbiaghe.
Oltre alle piante messe a dimora per rinverdire la zona, si accenna agli animali che nel Parco troveranno il loro habitat. Tra gli uccelli viene citato il Falco Pecchiaiolo e tra gli anfibi l’Ululone dal Ventre Giallo.

Ecco un nostro breve commento.

Che di Ululoni lì intorno al cementificio ce ne fosse più di uno, ce ne eravamo accorti da un pezzo. Il ventre giallo (oltre alla schiera di avvocati) serve per spaventare gli aggressori.
Quando un Ululone si sente minacciato assume una posizione quantomeno originale.
Prima di tutto si mette le mani, pardon, le zampe sugli occhi, per essere sicuro di non vedere. Poi si mette in verticale, con le zampe posteriori verso l’alto; questo per mettere bene in mostra il suo ventre giallo ed intimorire il potenziale aggressore. E poi l’ultimo atto di difesa: dalle ghiandole diffuse su tutta la pelle, comincia a secernere un liquido biancastro, irritante e fortemente tossico, che dovrebbe allontanare defi nitivamente l’aggressore. L’Ululone si adatta bene a qualsiasi ambiente e niente e nessuno lo inducono a cambiare le proprie abitudini.
Continua a ululare, sempre allo stesso modo, sempre con lo stesso tono. Può andare avanti per anni, nulla riesce a fargli modifi care il “suo modo” di comunicare. Lo potremmo defi nire un campione della testardaggine (anche se lui preferisce chiamarla coerenza).
L’Ululone è molto prolifico e quando decide di occupare una zona, niente lo può fermare. Se qualche altro rospo (non Ululone) si azzarda ad avanzare qualche rimostranza per questa continua
e progressiva occupazione del suolo, l’Ululone gli mostra immediatamente il VIA firmato dalla Provincia. E l’altro, che non ha ancora fondato un Comitato, deglutisce amaramente e se ne va.
Siccome gli Ululoni vedono minacce ovunque, continuano a chiudersi gli occhi, a mettersi a gambe in su e a secernere liquido irritante e fortemente tossico. Gli animali che devono condividere il territorio, cominciano ad averne “le sacche piene” di questo spargimento continuo di porcheria. Gli Ululoni, attraverso il loro amministratore Delegato, hanno fatto sapere in giro che il loro liquido contribuisce a disinfettare l’ambiente, che nel giro di qualche decennio il terreno sarà completamente depurato, che solo lì si potrà avviare una vera coltivazione biologica. Di qui a portare le scolaresche in visita all’Ululon-Park, il passo è breve. È quindi dimostrato definitivamente che l’Ululone è una BENEDIZIONE DEL SIGNORE.

I “Soliti Noti”

Attività di mutuo soccorso


Abbiamo sempre nutrito fortissime perplessità su controlli, studi, analisi, asseverazioni che vengono ordinate da Cementirossi e dalla stessa pagate. Del controllore che controlla se stesso sappiamo quasi tutto. Dei Comuni di Fumane e di Marano che “approvano” i controllori “suggeriti” da Cementirossi, ne sappiamo molto meno e ne vorremmo sapere molto di più.
C’è un giro di nomi che ritorna, che è sempre uguale, che denota un “forte affiatamento” del gruppo.
Parliamo dei rifiuti seppelliti sotto la Ziviana e della Conferenza dei Servizi convocata presso il Comune di Marano in data 04/03/2010.

Erano presenti:
Simone Venturini, sindaco di Marano
Domenico Bianchi, sindaco di Fumane
Giuseppe Stanghellini, dell’ARPAV di Verona
Paolo Malesani, della Provincia
Roberto Zorzin, tecnico di Marano e di Fumane
Alessandro De Giuli, della Forestale
Giuseppe Fais, Stefano Molinari, Claudio Marcon e Pierandrea Fiorentini, della Cementirossi.

Nel recente articolo comparso su L’Arena e relativo alla prossima apertura del Parco Naturalistico Didattico di Fumane e Marano, compaiono i seguenti nomi:

Claudio Marcon
Raffaele Barbetta
Stefano Molinari
Pierandrea Fiorentini
Alessandro De Giuli
Domenico Bianchi
Giuseppe Bonazzi

Si dirà: è naturale che siano sempre loro. È vero fino a un certo punto. La sensazione che si prova dall’esterno è che sia un gruppo dedito ad attività di mutuo soccorso. Facciamo un esempio: questa sbandierata inaugurazione del Parco Didattico è in realtà un ripristino in ritardo di 6 anni.
Quello che si inaugurerà nel 2012 è un qualche cosa che andava fatto, secondo la convenzione del 1999, entro il 2006. La condizione per ottenere la Concessione Mineraria era quella di rispettare questi tempi di ripristino. La condizione non è stata rispettata e adesso si prospetta l’apertura di un Parco in una zona dove si stiva la materia prima e dove sono in piena funzione dei nastri trasportatori; quindi in un’area dove si svolgono ancora attività produttive.
Tu chiudi un occhio di qua che io ne chiudo due di là.
Questa è la sensazione che si ha osservando queste persone che adesso vogliono addirittura vestire i panni dei Naturalisti, inventando definizioni anestetizzanti come Parco Naturalistico Didattico. A tutto ciò si aggiunge la questione dei rifiiuti sepolti lì sotto.
Da qualche giorno compaiono i primi numeri e sono molto molto preoccupanti. Di questo Cementirossi non parla. Parla di scolaresche, di uccelli e di Ululoni dal ventre giallo. La questione che non sono stati loro a seppellire le porcherie è ininfluente. La cosa importante è che Cementirossi ha ottenuto la Concessione mineraria in una zona dove sono sepolte sostanze tossiche, cancerogene, fortemente nocive per la salute.
Venturini e Bianchi, responsabili della salute di tutti i loro cittadini, dovrebbero attivarsi immediatamente per chiarire che cosa c’è sepolto lì sotto. E invece mandano avanti Zorzin a dirci che non c’è assolutamente da preoccuparsi.

La rivolgiamo noi una domanda a Zorzin:
visto che le tabelle stanno diventando di dominio pubblico, ci spiega come ci sono arrivati lì
CADMIO, CROMO ESAVALENTE, NICHEL, PIOMBO, VANADIO, ZINCO in quantità fino a 160 volte superiori al massimo consentito?

Inceneritori mascherati da cementifici

LA NUOVA FRONTIERA DEI CEMENTIFICI: L’AFFARE DEI RIFIUTI

La crisi del mercato del cemento è sotto gli occhi di tutti. Se il presidente dell’Associazione dei Cementieri Italiani (AITEC) dichiara un calo del 30% negli ultimi anni, evidentemente i dati reali non possono che essere peggiori. Prendendo i decrementi denunciati anno per anno a partire dal 2007 (massima produzione raggiunta), possiamo parlare di un 2011 in cui la domanda di cemento è il 50% rispetto a quella di 5 anni fa. Quindi è un settore in crisi profonda, in alcuni casi drammatica viste anche le scarsissime prospettive di ripresa della domanda interna, “gelate” in questi ultimi giorni da una pesantissima manovra finanziaria. Un’azienda in crisi inizia a ridurre i costi.
Un intero settore in crisi, che non ha nemmeno lo sfogo di incrementare le esportazioni, capisce che
la riduzione dei costi dà un sollievo momentaneo.
Inoltre in momenti di crisi profonda è difficile pensare a nuovi e impegnativi investimenti. A meno che… A meno che non entri in ballo una Diversificazione produttiva radicale: se i proventi dal cemento si dimezzano, devono essere sostituiti da quelli provenienti dallo smaltimento di Rifiuti.
Se il settore delle costruzioni è in crisi, quello dei rifiuti non è mai stato così fiorente.
Ed ecco la giustificazione dei grandi investimenti a Fumane, Monselice, Matera. Centinaia e centinaia di milioni tutti investiti in questi forni verticali appositamente studiati per smaltire Rifiuti. I cementieri parlano di riduzione dell’inquinamento e di riduzione delle materie prime impiegate. In realtà quello che vogliono è di conservare una normativa relativa ai Co-inceneritori che, in termini di emissioni e quindi di inquinamento, è molto più permissiva rispetto a quella degli Inceneritori veri e propri.
Quindi continueranno a chiamarsi Cementifici. In realtà saranno Impianti di co-incenerimento dove, a fronte di una riduzione di ossidi di azoto, aumenteranno in modo vertiginoso quelle particelle sottili che nessun filtro è ancora in grado di trattenere.
E le aree su cui ricadranno saranno sempre più vaste.

600 grammi di PCB

L’incenerimento, tra le tecnologie di smaltimento dei rifi uti è certamente la meno rispettosa per la salute umana. Esso determina infatti la continua e sistematica immissione in atmosfera di enormi quantità di fumi inquinanti, polvere PM-10, polvere fine e ultrafine (PM-2,5 e PM-0,1).
La polvere ultrafi ne è la più pericolosa, e la quantità emessa è proporzionale alla temperatura di combustione, ovvero più è alta la temperatura di combustione che produce polvere, maggiore è la quantità di polvere fi ne che viene a crearsi.
La polvere ultrafine è pericolosa proprio per la sua dimensione, che gli permette di superare i filtri degli impianti, e di superare agevolmente i filtri delle vie respiratorie, gli alveoli polmonari, e penetrare quindi nel corpo umano.
La polvere ultrafi ne è inoltre veicolo con cui si propagano, anche a grandi distanze, circa 200 sostanze tossiche, persistenti, bioaccumulabili, alcune delle quali classifi cate come cancerogene.
Tra queste ricordiamo: arsenico, berillio, cadmio, cromo, nichel, benzene, piombo, diossine, dibenzofurani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici.
Tra queste sostanze le diossine e i PCB (policlorobifenili) sono riconosciute a livello internazionale come microinquinanti organici persistenti.
La persistenza, che si traduce con l’estrema lentezza nel biodegradarsi (sono necessari decine d’anni perché queste sostanze si biodegradino), è la proprietà che rende pericolose diossine e PCB. La persistenza porta all’accumulo di questi veleni in natura (specialmente nella parte grassa di piante, animali e persone) e rappresentano una seria minaccia per la salute umana: tumori, processi infi ammatori, arteriosclerosi, infarto, ictus cerebrale, interferenze endocrine particolarmente nocive nell’età evolutiva, modifi che genetiche che aumentano la suscettibilità agli inquinanti delle generazioni future.
È stato calcolato che con le previsioni d’incenerimento previste complessivamente in Europa si andranno a immettere quantità assolutamente non trascurabili di composti diossina-simili. Per ridurre l’esposizione a queste sostanze indesiderabili è necessario identifi care le maggiori fonti di diossine e prendere le appropriate misure per ridurre le emissioni a lungo termine nellíambiente, con lo scopo di ridurre i livelli negli alimenti e nei tessuti umani.
Ma cosa ha a che fare il Cementirossi con diossine e PCB?
Ricordiamo prima di tutto che, come indicato all’inizio di questo articolo, maggiore è la temperatura, maggiore sono le polveri ultraleggere e le sostanze veicolate.
È risaputo che gli attuali forni di Cementirossi arrivano a 1450°C, potenzialmente fino a 2000°C. È una temperatura molto elevata, da altoforno, mezzo ideale per la produzione di polvere ultrafi ne. Il nesso con il PCB purtroppo c’è, e ciò che risulta è a molto allarmante. I dati che riguardano l’emissione di PCB di Cementirossi sono state pubblicate, e a pubblicarli è stata la Comunità Europea, raggiungibile all’indirizzo:

(imposta FUMANE - year: 2007 e clicca “Search”, nel dettaglio dell’Industria Cementi Rossi clicca “Pollutant releases”).

Il dato è inequivocabile. Nel solo 2007, quello stesso 2007 di cui noi quest’anno cominciamo a bere l’Amarone, Cementirossi ha prodotto complessivamente 600g di PCB, ben al di sopra dei 500g di diossine previste per un anno per l’intera Europa.
Arpav, Provincia, Comuni, il Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Coldiretti, la stessa Cementirossi... perché nessuno ne parla? È la stessa pericolosa diossina trovata nel Lago di Garda, quella per cui pochi giorni fa la Provincia ha deciso di firmare il decreto che vieta di pescare l’anguilla, è la stessa diossina trovata nei carotaggi nelle discariche abusive all’interno del cementificio.
Vogliamo continuare ad ignorare il pericolo?

Coscienza Civica - La partecipazione dal basso


Ha fatto proprio bene alla nostra bistrattata patria la vittoria dei Si ai referendum, finalmente molte coscienze si sono risvegliate e si sono accorte dell’importanza di levare la voce per la salvaguardia di ciò che è un bene primario come l’acqua.
La partecipazione determinante di comitati e singoli cittadini fa pensare che sia giunto il momento per ognuno per affermare di essere cittadino responsabile di questo mondo. Tutti, a maggior ragione dopo questo risultato, sono legittimati ad intervenire sulla gestione del proprio territorio e delle sue risorse fondamentali.
E allora come per l’acqua, riprendiamoci l’aria, riprendiamoci il territorio e l’ambiente.
Ognuno per quel che può diventi attivo, abbiamo visto che forza ha guadagnato tutto il movimento
grazie all’impegno di moltissimi singoli cittadini.
Non ci si può arroccare all’interno del proprio giardinetto e sperare che qualcuno si occupi del nostro bene o della salute nostra o dei nostri figli.
Molti fieri paladini della popolazione e del territorio hanno fallito. Investire del tempo per ciò che non è solo proprio, ma è comune, significa rinnovare quell’etica civica che per troppo tempo abbiamo silenziosamente richiesto, completamente disattesi, a chi ci governa.
Un pò di passione civile non può che farci bene, può unire generazioni, può testimoniare ai più giovani l’impegno degli adulti per un mondo migliore. L’acqua è un bene indispensabile per l’uomo, ma lo sono anche l’aria e l’ambiente naturale che così tanto incidono sul nostro benessere psico-fisico. Purtroppo sempre più spesso nel diagnosticare malattie soprattutto gravi, ci si sente dire che la causa e da ricercare in “fattori ambientali”. Il che dovrebbe farci riflettere.

venerdì 15 luglio 2011

Perchè un percorso in silenzio nell’oasi di Marezzane

Durante l'ultima MAREZZANE NON SI TOCCA ha riscontrato un particolare successo la proposta che ha impegnato ben 90 partecipanti per più di due ore lungo un percorso notturno in silenzio nel bosco dell’oasi.
Il comitato di Fumane Futura e l’associazione Valpolicella 2000 hanno deciso di riproporre l’esperienza e di condividerne il senso.
Mentre l’inquinamento acustico caratterizza a vari livelli le nostre giornate, insieme ad altri tipi di inquinamento, possiamo a pieno titolo definire il silenzio bene comune, proprietà collettiva da tutelare, salvaguardare valorizzare.
La proposta di camminare insieme in silenzio nasce dal riconoscimento dell’importanza di “introdurre e produrre silenzio” nelle nostre vite. Il silenzio può quindi essere vissuto come uno spazio pieno e non come semplice assenza di rumore e di suoni, denso di significati e particolarmente favorevole per esplorare e condividere le caratteristiche di un ambiente. Sia che tutto questo avvenga al cospetto della natura o nelle nostre città chiassose, questo tipo di esperienza può rivelarsi affascinante e ricca di stimoli inediti. In ogni caso si rivela sempre un viaggio avventuroso e per certi aspetti misterioso che richiede un ritmo più lento rispetto alla frenesia e alla fretta. Può anche essere definito un silenzio politico, dove l'espressione e la relazione con sè, gli altri e il mondo esterno acquistano nuove prospettive di azione, di riflessione e di non consumo. Un silenzio che si genera da un preciso orientamento interiore di apertura, ascolto e attenzione che nell’ambito della ricerca scientifica viene definito con il termine silenzio attivo. Elemento equilibratore che favorisce la nostra riconnessione profonda con l’ambiente e che tende alla consapevolezza più che all’essere muti, all’azione riflettuta più che alla passività, favorendo in chi lo sperimenta la produzione e l’espressione del pensiero e della creatività.

La passeggiata silenziosa notturna del 17 luglio si svolgerà dalle ore 21,00 con partenza da Malga Biancari nell’Oasi di Marezzane, lungo un percorso che durerà circa due ore nel buio della notte. L’esperienza sarà condotta da Marina Valenti (Ass. Cult. LUOGHI).


Vedi anche: Marezzane non si tocca, 17 luglio 2011

martedì 5 luglio 2011

Alla ricerca della Verginità Perduta

Articolo tratto da :http://www.teladoiolavalpolicella.it/affittasi_verginita.htm


Avete presente un pusher che apre un Centro di Disintossicazione dalla Droga o un pedofilo che inaugura un Centro di Protezione del Fanciullo ?

L'associazione mi è venuta vedendo Marcon (l’uomo che non sorride mai) e Barbetta (l’uomo che sorride anche troppo) accanto alla pozzanghera spacciata per laghetto della Cementirossi . L’idea poi di portarci, in quei posti avvelenati per decenni, i bambini delle scuole è davvero ESALTANTE.

In questa epoca iniziata 17 anni fa dal Grande Comunicatore, passa decisamente in secondo ordine ciò che uno fa. Fondamentale risulta ciò che uno COMUNICA. I risultati di questa logica dell’APPARIRE sono sotto gli occhi di tutti. La Grecia si avvicina a passi spediti, ma l’importante è COMUNICARE che non è vero.

Lo STILE adottato anche da Cementirossi è questo. Il tentativo è quello di RACCONTARLA ancora una volta a quei quattro creduloni (e non possono essere di più) che sono disposti persino a meravigliarsi che, all’interno di un’anguria tagliata, si presenti il Segnale della M di Maria (a proposito di verginità). Ve li immaginate i lettori dell’Arena che manifestano oohhh di meraviglia di fronte al PARCO NATURALISTICO DIDATTICO? Parco Naturalistico Didattico? Pensate a quanto è sofisticata la comunicazione. Immagino che l’area rin-verdita e ri-uccellata comprenda la zona dove sono state sotterrate nefandezze di cui non si ha più notizia da tempo. E’ lì dove vogliono portare i bambini delle scuole? Oppure è quel meraviglioso tendone bianco che appare sullo sfondo di Marcon e Barbetta l’attrazione del Parco? Quindi oltre che Naturalistico è anche un meraviglioso PARCO GIOCHI tra il Circo Bianco, i Nastri Trasportatori, i Laghetti naturali (???) e le casette del birdwatching. Vuoi mettere “Casette per l’osservazione degli uccelli” e “birdwatching”. 

Sempre a proposito di comunicazione, avete notato che sia il Comune di Marano che la Cementirossi non usano più la Giancarla Gallo come giornalista? Epurata? Stile RAI, in piccolo? O è che alla Barbara Bertasi la possono raccontare meglio perché ancora digiuna delle vicissitudini tra il cementificio e il territorio che, suo malgrado, lo contiene?

Con la pompa necessaria ad un tale evento (qui da noi si dice “lòdete sésto che te ghè un bel mànego) si comunica che il PARCO NATURALISTICO DIDATTICO DI MARANO E FUMANE sarà inaugurato a giugno del 2012. Bene; significa che abbiamo un anno di tempo per andare nelle Scuole a spiegare ESATTAMENTE COME STANNO LE COSE, quante tonnellate di veleni sono state sparse lì attorno, quante tonnellate di rifiuti sono seppellite chissà dove, quanti danni ha dovuto sopportare il Territorio sempre sotto il ricatto dell’occupazione, quante tonnellate di punti interrogativi rimangono sospesi nell’aria per la salute di tutti noi. 

Il trattare le persone in buona fede come delle pecore è un ATTO DI VIOLENZA e, allo stesso tempo, un segnale di estrema debolezza da parte di un’azienda che sente i propri giorni contati. 
Vi risparmio le amenità del tipo “siamo orgogliosi di presentare il ripristino del monte Noroni” o “dove dimostriamo come un’attività estrattiva possa essere ecocompatibile”. Intrisa di SPERANZA e di TENEREZZA la conclusione di Marcon (dimenticavo, è il direttore dello stabilimento di Fumane) che conclude, parlando di nastri trasportatori, “potrebbero essere allungati fino a Marezzane”. 

Sì, potrebbero.

Chi volesse godersi l'Amenità del Parco pubblicata sull'Arena


Articolo tratto da :http://www.teladoiolavalpolicella.it/affittasi_verginita.htm