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Dopo
oltre 17 mesi il 27.05.2013 la Direzione Regionale per i Beni culturali e
paesaggistici del Veneto esprime parere favorevole “sulla richiesta di
pronuncia di valutazione di Impatto Ambientale … e ritiene adempiuta la
verifica di compatibilità ambientale del progetto di ampliamento e recupero
ambientale...”
Perché la procedura non si è chiusa?
Perché interviene la Direzione regionale?
Ma la Soprintendenza di Verona smentisce se
stessa?
Insomma cosa è successo?

L’unico riferimento è contenuto nel citare il
parere della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Verona
(prot.12230 del 6 maggio 2013) in cui si ricorda che:
In seguito al parere
negativo del medesimo ufficio, di cui
alla nota prot.34696 del 16 dicembre
2011 “ il progetto è stato rivisto e ridimensionato e si compone dei seguenti
elementi”
Vengono richiamata una nuova nota dell'Industria Cementi Rossi acquisita dalla
Direzione Regionale dei beni Culturali e Paesaggistici del Veneto il 14 dicembre 2012 e ulteriore documentazione integrativa presentata in data 15 aprile 2013 da Cementirossi a seguito di una richiesta del 21 gennaio 2013 della Sovrintendenza per i beni paesaggistici e architettonici di Verona.
Si scopre che la Sovrintendenza
per i beni archeologici del Veneto, con nota del 9 gennaio 2013 non solo si esprime nuovamente ma richiede “che ogni intervento che preveda
movimentazione del terreno sia effettuato con assistenza archeologica a cura di
personale dotato di adeguata professionalità”.
A differenza di quanto
“dichiarato nella comunicazione del 4 novembre 2011” l'area acquista
interesse archeologico. Tale interesse in modo “sorprendente” viene ricavato
dalla relazione preventiva del rischio archeologico redatto dalla SAP Società Archeologica su
incarico della stessa Industria Cementi Giovanni Rossi.
Il 15 dicembre 2011 l'Industria Cementi Rossi invia una
raccomandata per richiedere la “sospensione
del procedimento e dell'autorizzazione relativa al progetto[...]
onde consentirci di predisporre integrazioni migliorative dello stesso progetto
relativamente agli aspetti paesaggistici”.
Nel frattempo tra la fine 2011 e inizio 2012 i presidenti dell’Associazione Valpolicella
2000 e del Comitato Fumane Futura subiscono entrambi danneggiamenti ai propri
mezzi parcheggianti dentro casa e uno delle cantine, che avevano presentato
ricorso, subisce il taglio di alcune vigne.
La vicenda ha una qualche rilevanza nel risvolti
della situazione perché malgrado la
solidarietà formalizzata dal Consiglio
Provinciale (con un solo astenuto) e quella espressa dal comune di Fumane, il Prefetto non ha mai non solo
ricevuto ma nemmeno espresso un segno di solidarietà ai danneggiati malgrado la
richiesta di un suo intervento sia stato richiesta da un cartello di
associazioni e sollecitato e auspicato dallo stesso Consiglio Provinciale.
L'8 febbraio 2012 la Cementirossi
presenta ricorso al TAR contro il
parere espresso dalla Soprintendenza.
Il 9 febbraio 2012 è lo stesso Prefetto che presiede una riunione
presso la Prefettura di Verona con la presenza , della Sovrintendente di
Verona e dell'Industria Cementi Giovanni Rossi
“per scongiurare il rischio di
chiusura dell'attività produttiva del cementificio di Fumane dovuta alla
carenza di minerale a seguito del parre della Sovrintendente”. Motivazione
riportata sia sui giornali e ripresa pari pari anche nella nota della Industria
Cementi Rossi del 6 novembre 2012.
Motivazione assolutamente infondata. La
cementeria non ha per i prossimi 10 anni alcun problema di rifornimento di
materiale di cava. La crisi dell’edilizia e il crollo del mercato del cemento
sono la causa della crisi del settore che per altro paradossalmente allunga la
vita delle attuali cave in quanto c’è meno necessità di estrazione di calcari e
marne. Ma tant’è.
L’azione del Prefetto da l’avvio a tutta una
serie di anomalie procedurali.
La Cementirossi e la Sovrintendenza si
incontrano sia il 15.02.2012 e il
14.03.2012 “che hanno provato ad elaborare delle varianti in
miglioramento del progetto che tenessero conto delle osservazioni espresse
dalla Sovrintendenza nel parere” .
Il parere diventa un'insieme di osservazioni.
Pochi giorni dopo il 22.02.2012 la
Cementi Rossi ufficializza la decisione “di rinunciare al progetto di
ammodernamento del cementificio di Fumane”. E il progetto presentato
nel maggio 2008 e che dopo pochi giorni, il 1 marzo 2012 verrà completamente
bocciato da una sentenza del Consiglio di Stato.
Il 23 .03.2012 Cementirossi sollecita alla
Regione la richiesta di sospensione del procedimento come richiesto il
15.12.2011 (prot. Regione
30.03.2012)
il 4 aprile 2012 vien sottoposta
alla Soprintendenza una proposta di variante.
Nel frattempo la sospensione che viene concessa
(non abbiamo l'atto) malgrado nel parere della Soprintendenza esplicitamente si
fa riferimento alla migliorabilità del progetto.
Il 1
ottobre 2012 viene effettuato dalla Soprintendete un nuovo sopralluogo al
cantiere di Marezzane.
Il 6 novembre 2012 (registrato in Regione
8.11.2012) viene presentata all'Unità VIA
“la variante non sostanziale che non modifica il progetto del
cantiere Marezzane ma interviene solo
sulla viabilità predisposta al fine di superare il parere precedentemente
espresso dalla competente Soprintendenza”.
IL 23 Novembre 2012 viene
depositata la sentenza del Tar del
Veneto con cui si respinge il ricorso presentato dall’Industria Cementi Rossi
contro il parere della Soprintendenza e viene condannata l’azienda al pagamento
delle spese procedurali
Il 12.12.2012
viene convocata per il 19.12.2012 la commissione VIA.
Il 17.12.2012
nota alla regione in cui la Cementi Rossi comunica di aver trasmesso la
documentazione alle Sovrintendenze (Regionale, Verona e archeologica di Padova)
Nella seduta del 19.12.2012 viene
esaminata la nuova istanza.
L'oggetto non è più
solo: INDUSTRIA CEMENTI GIOVANNI ROSSI SPA – Progetto di coltivazione
mineraria Cantiere Marezzane e rinnovo
concessione mineraria “Monte Noroni” - comune di localizzazione: Marano di
Valpolicella (VR) – Comune interessato: Fumane (VR) – Domanda di
valutazione d'impatto Ambientale ex
D.Lgs n.152/2006. Artt.26 e 45 – (Prog.103/2007) ma riporta una aggiunta “l'istanza di
valutazione della variante relativa alla viabilità di accesso al Cantiere
Marezzane e all'adozione di una nuova tecnologia di trasporto del
minerale. Presentata in data 06.11.2012,
con prot. 506504/63.01.07 e.410.01.1
il 19.12.2012 l'unità complessa VIA
richiede alle Soprintendenze il rilascio del parere di compatibilità ambientale
e il rilascio della autorizzazione paesaggistica sulla “variante relativa alla viabilità ect...”
In tutta la nuova istanza l’Industria Cementi
Rossi ci tiene a precisare che tutte le varianti riguardano la viabilità del
cantiere “mentre per il cantiere di
Marezzane vero e proprio non sono previste modifiche”. (nota del
6.11.2012) In sostanza il progetto vero e proprio su cui si è espressa in modo
inequivocabile la Sovrintendenza veronese nel dicembre 2011, non è stato in
alcun modo modificato riconfermando quindi la negatività del parere stesso. Non è un caso che l’oggetto di quanto sottoposto
a valutazione è solamente la viabilità.
La Soprintendenza di Verona non ritiene
sufficiente la documentazione presentata e chiede integrazioni.
il 21.02
2013 Unità complessa VIA richiede alla Cementirossi le integrazioni
richieste dalla Soprintendenza paesaggistica di Verona.
Il 15.04.2013
Cementi Rossi fa pervenire le
integrazioni richieste.
All’interno della documentazione presentata
dall’azienda vi sono delle grossolane deformazioni.[1]
Il 06.05.2013 la
Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Verona fa avere
alla direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del veneto il
proprio parere positivo.
[1] Ad esempio: la documentazione fotografica contenuta nella integrazione
relazione paesaggistica presentata dall’azienda
nell’aprile 2013 mostra un sentiero sterrato attualmente esistente e non
riporta nella simulazione le reali dimensioni. dell’intervento proposto Oppure
nella medesima documentazione vengono alterati i coni ottici da Girotto e
l’unica foto panoramica ripresa da
Manune (località che sorge di fronte a Marezzane sull’altro versante della
Valle dei Progni) viene così commentata: l’impatto paesaggistico è
annullato, oltre che dalla posizione defilata del frantoio, dalla notevole
distanza. Peccato che Manune non sia così defilato e l’effetto distanza sia
ottenuto soltanto dall’ottica fotografica utilizzata. Non solo. Per i 60.000
visitatori che ogni anno si recano alle cascate di Molina che transitano quindi
dalla strada di Manune hanno come unico e chiaro cono visivo la collina di Marezzane. Come pure, come
ribadito e facilmente documentato uscendo dalla Grotta di Fumane l’unica
visuale è quella di Marezzane - Mazzarino. Per non parlare da ciò che si può
vedere dal Sic Monte Pastello.
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