mercoledì 15 maggio 2013

L'industria del cemento è finita

Italcementi e Cementir annunciano agli azionisti un dimezzamento nel numero degli stabilimenti. La crisi è ormai talmente evidente che non può più essere nascosta

di Luca Martinelli
http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=4041

L'industria del cemento, quella che faceva il paio con il boom dell'edilizia ed è stata in continua espansione nei primi sette anni del Duemila, è finita. 
È finita da tempo, perché i consumi pro capite sono in caduta libera da un triennio, dopo aver toccato un massimo di circa 800 chilogrammi a testa, e  un cementificio, che è una macchina capital intensive, alla lunga non può lavorare al 60, 65% della propria capacità. 

La vera novità degli ultimi due giorni, però, è che a prendere atto di una crisi irreversibile è -finalmente- anche l'industria del cemento, che ne ha informato i propri azionisti in questi giorni dedicati, per molte delle società quotate in Borsa, alle assemblea che approvano i bilanci 2012. 

Ieri (17 aprile) era toccato ad Italcementi, che è il principale attore del mercato. Riprendiamo dal Corriere della Sera (la famiglia Pesenti, che controlla Italcementi, è anche azionista di Rcs, l'editore del quotidiano) la lettera che Giampiero e Carlo Pesenti hanno distribuito agli azionisti:

"Il mercato italiano del cemento continua a essere caratterizzato da una sovracapacità produttiva rispetto a una domanda che si è allineata ai livelli della fine degli anni Sessanta. L'anno scorso le aspettative di un'inversione della tendenza negativa che aveva caratterizzato il settore delle costruzioni a partire dal 2008 -afferma il presidente di Italcementi-, si sono allontanate a causa dell'aggravarsi dello scenario congiunturale, soprattutto in Europa, in alcuni fasi entrato in una fase di recessione, spostando l'attesa di segnali concreti di ripresa sono nel prossimo futuro". 

"A fronte di questa nuova realtà, che si prevede non possa più tornare agli elevati livelli pre-crisi -da Italcementi- è stato avviato un intervento con l'obiettivo di razionalizzare l'apparato industriale e distributivo nazionale, senza per questo ridurre le quote di mercato: il gruppo con il rigoroso controllo della gestione finanziaria continuerà una politica di mantenimento dell'indebitamento netto entro i prudenziali limiti che da sempre caratterizzano il profilo della società. Il 2013 -si legge ancora nella lettera dei vertici agli azionisti- inaugura la completa integrazione nella relazione finanziaria annuale di quella sulla sostenibilità e le strategie e le azioni intraprese quest'anno, pur a fronte di una volatilità che contraddistingue l'evoluzione dello scenario macroeconomico mondiale, determineranno per il gruppo nuove sfide e un impegno ancora maggiore affinché la nostra attività possa generare valore condiviso per tutti gli stake-holders" concludono Giampiero e Carlo Pesenti. 

Poi presentano il piano industriale: nel 2013, saranno 8 le cementerie "sicuramente aperte". Invece di 17.

Oggi (18 aprile) è tocca invece a Cementir (gruppo Caltagirone), annunciare il congelamento del progetto d'investimento da 150 milioni di euro per l'impianto di Taranto, di cui abbiamo scritto più volte anche in merito ad un finanziamento a fondo perduto concesso dalla Regione Puglia per trasformarlo in un co-inceneritore di rifiuti: 

"'Avendo 4 siti produttivi -ha spiegato Francesco Caltagirone jr, secondo una nota di MF DJ News- stiamo pensando di concentrarci in alcuni' di essi perché la crisi non termina a breve.
Per ora il progetto di Cementir sullo stabilimento di Taranto 'è congelato' sia per l'andamento del mercato del cemento con una domanda attesa nell'anno in calo a '20-22 milioni di tonnellate', rispetto a una capacità produttiva più che doppia e sia 'per l'incertezza dell'Ilva'.
'Non ci sono gli estremi economici per concentrarci sullo stabilimento' perché 'andare a investire piu' di 150 mln di euro non ne vale la pena. Lo stabilimento continua a marciare nonostante sia vecchio. Quest'anno e il prossimo non inizieremo nessun investimento perché il mercato non c'è'. Inoltre, 'pensiamo che nel 2013-2014 riusciremo a portare a break even l'Italia nonostante il calo del mercato'".

Di fronte a quest'ecatombe, non potrà servire il palliativo immaginato dal governo tecnico, che da fine marzo autorizza i cementifici a bruciare il Cdr, oggi chiamato combustibile solido secondario (Css) e non più considerato un rifiuto. È tempo di intervenire in modo efficace, con la capacità di immaginare un futuro diverso per (parte) dei 10mila lavoratori oggi impiegati all'interno dell'industria del cemento italiana.

Interrogazione parlamentare sull'uso del CSS nei cementifici

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA SULL'USO DEL CSS (COMBUSTIBILI SOLIDI SECONDARI) NEI CEMENTIFICI PRESENTATA DAI PARLAMENTARI DI Sinistra Ecologia e Libertà, ZAN, ZARATTI, PELLEGRINO

Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del mare

Per sapere, premesso che:
  • a gennaio e febbraio del 2013, a Camere ormai sciolte, l’ex ministro dell’Ambiente Clini ha presentato al Parlamento per il parere, uno schema di DPR per l'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime di AIA;
  • dopo un parere favorevole con condizioni, espresso molto rapidamente dalla Commissione Ambiente del Senato il 16 gennaio 2013, senza peraltro che nessun senatore fosse intervenuto in discussione, la Commissione Ambiente della Camera, il successivo 11 febbraio, aveva invece espresso parere negativo al medesimo schema di DPR;
  • da quel momento, di detto DPR sui combustibili solidi secondari, se ne sono perse le tracce, e finora non è ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale;
  • intanto però, sono stati recentemente pubblicati due decreti del Ministero dell’Ambiente: il decreto 14 febbraio 2013, n. 22, (G.U. del 14-3-2013) recante la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), dove vengono stabiliti – tra l’altro - i criteri da rispettare affinché determinate tipologie di combustibile solido secondario (CSS), cessano di essere qualificate come rifiuto; e il decreto 20 marzo 2013 (G.U. del 2-4-2013) che modifica l'allegato X della parte quinta del Codice ambientale, in materia di utilizzo del combustibile solido secondario (CSS), che recepisce i criteri contenuti nel suddetto decreto del 14 febbraio 2013, n. 22, che devono essere rispettati affinché determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS) cessino di essere qualificate come rifiuto e possano quindi essere riutilizzati;
  • la momentanea mancata pubblicazione in Gazzetta del DPR sull’utilizzo in alcune categorie di cementifici dei combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, nulla toglie alla sempre dichiarata ferma volontà dell’ex ministro dell’Ambiente Clini, di aver voluto proseguire nella scorciatoia dell'incenerimento dei rifiuti nei cementifici, bruciando rifiuti solidi urbani per alimentare i forni di cottura del clinker, cioè la componente principale del cemento;
  • per i cementieri dell’Aitec (Associazione italiana tecnico economica cemento) si tratta di recupero energetico, per l’Associazione medici per l’ambiente «la combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia emissiva di questi impianti, in particolare di diossine e metalli pesanti»;
  • l’utilizzo di CSS per alimentare i forni di cottura dei cementifici, produrrebbe, tra l’altro, gravi conseguenze in diverse aree del Paese, dove sono ubicati numerosi cementifici in termini di inquinamento ambientale e di peggioramento degli attuali livelli di raccolta differenziata dei rifiuti;
  • a ciò va aggiunta l’aggravante della mancanza nel nostro Paese di un serio ed efficace sistema nazionale di controlli ambientali;
  • utilizzare i combustibili solidi secondari è dannoso per la salute e soprattutto è superato in quanto esistono moderne tecnologie e soluzioni alternative alla combustione che creano maggiori posti di lavoro e sono più sostenibili a livello economico e ambientale;
  • la scelta dell'incenerimento dei rifiuti (CSS) nei cementifici non è condivisibile se consideri la diversità esistente fra i limiti delle emissioni di inquinanti pericolosi per la salute previsti per i cementifici: polveri totali: mg 30/Nm3; biossido di zolfo: mg 600/Nm3; ossido di azoto: mg 1.800/Nm3; mentre i limiti per gli stessi inquinanti prodotti dagli inceneritori sono: polveri totali: mg 10/Nm3; biossido di zolfo: mg 50/Nm3; ossido di azoto: mg 200/Nm3;
  • peraltro continuare a bruciare rifiuti è uno spreco di risorse e un costo altissimo in termini ambientali, e non si rispettano le disposizioni europee sul recupero della materia che è prioritario nella gerarchia d’intervento, continuando a ignorare anche la direttiva 96/62/CE, sulle polveri sottili fin anche dopo la condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia del 19 dicembre scorso;
  • il ricorso indiscriminato all'incenerimento dei rifiuti va infatti in tutt’altra direzione rispetto alla corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti e al necessario incremento della raccolta differenziata;
se non si ritenga di non emanare lo schema di decreto del Presidente della Repubblica sulla disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'AIA, già presentato per il parere presso le Commissioni parlamentari competenti dal precedente governo;
se siano stati pienamente valutati - nella decisione di utilizzare in alcune categorie di cementifici i combustibili solidi secondari (CSS) - gli effetti di tale scelta sulla salute pubblica;

Cementifici come inceneritori?


lunedì 15 aprile 2013

...e la Morte NON vincerà


Sol chi non lascia eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna;” (Ugo Foscolo: “I Sepolcri”)




Sandro Campagnola se n'è andato (L'ARENA del 11 aprile 2013 – pagina 18), ma NON il suo ingegno ed il suo coraggio, che resteranno dentro di noi come “eredità” ed esempio di lotta in difesa del Territorio e delle condizioni di vita della Valpolicella.

Già da anni con il suo sito www.teladoiolavalpolicella.it denunciava la manomissione anzi la devastazione dell'ambiente della nostra vallata ad opera dei sindaci “palazzinari” .

Ora tale “offensiva del male”, contro il Bene Comune, dei nuovi adulatori del biblico “Vitello d'oro” ,”volàno dello sviluppo” dell'illusoria “negrarizzazione”, sta continuando.

PAT (piano di Assetto del Territorio), P.I. (Piano degli Interventi), Crediti edilizi, Diritti acquisiti, sono le nuove armi dei nostri sindaci devastatori.

A Marano il sindaco Simone Venturini tenta di bloccare, presentando querele, la libertà di espressione delle minoranze impegnate a contestare la pratica della violenza intimidatoria nonché l'emissione di un PAT che prevede decine di migliaia di metri di nuove costruzioni industriali e residenziali (con cartello VENDESI ?) , proprio necessarie nella Marano-Valgatara di Sandro Campagnola, ultimo “gioiello verde” della Valpolicella ?

A Fumane, il sindaco Domenico Bianchi, escogita un PAT di decine di migliaia di metri, che secondo quanto riportato a pagina 10 del PRIMO GIORNALE del 9 Aprile 2013, fa beneficiare della trasformazione in area fabbricabile dei terreni agricoli di proprietà del sindaco stesso !

A San Pietro, il sindaco Gabriele Maestrelli, ad ogni sua uscita pubblica per l'area Lonardi o per la centrale a biomasse, provoca una sommossa della popolazione e, con la sua incapacità a mediare tra cittadini, Regione ed investitori stranieri portatori di capitali di “dubbia origine”, la obbliga a ricorsi al Consiglio di Stato, al TAR e ad appelli al Capo dello Stato, come nel Medioevo, ai tempi di Robin Hood e dello “sceriffo di Nottingham”, quando “i sudditi” erano costretti ad appellarsi alla “benevolenza del principe o del re” contro le angherie dei feudatari locali (PRIMO GIORNALE pagina 9).

A Negrar, il sindaco Giorgio Dal Negro, anche presidente dei sindaci del Veneto aderenti all'ANCI, destreggiandosi tra P.I. - Piano degli Interventi, crediti edilizi, diritti acquisiti, ecc. provoca una “colata di cemento” di centinaia di migliaia di metri cubi (L'ARENA del 11 Aprile 2013-pagina 26) di cui ora si rendono conto anche i consiglieri della così detta “minoranza”, dopo che pochi mesi or sono in Consiglio Comunale si erano “astenuti” sulla tassazione agevolata sui plusvalori delle aree fabbricabili, elaborata su ordine del sindaco Dal Negro, dalla consulente esterna, l'architetta di Vicenza Marisa FANTIN.

Questi quattro “primi cittadini” della Valpolicella vorrebbero “rubarci la speranza”, quella che anche Papa Francesco, ci ha esortato a NON lasciarci rubare !

Il coraggio, l'intelligenza, l'arguzia di Sandro Campagnola ci spronano a continuare la nostra battaglia contro i nuovi Attila, flagelli della Valpolicella, dove vorrebbero NON fare crescere più un filo d'erba”!

Sulla necrologia a pagina 18 de L'ARENA del 11 Aprile 2013 sta ben scritto: “....e la Morte NON vincerà.”

Ugo Zanetti, Vicepresidente della Consulta Pedemontana di Negrar.

In morte di un (bravo) ambientalista

di Alessio Corazza
tratto da: http://verona-bit.blogspot.it/2013/04/in-morte-di-un-bravo-ambientalista.html


E' morto Sandro Campagnola, curatore di un bel sito che racconta(va) il lato oscuro della Valpolicella e da cui ho tratto spesso ispirazione per scrivere i miei articoli. L'ho incontrato di persona una sola volta, esattamente due anni fa. Mi aveva dato appuntamento al quartiere Navigatori, dove aveva un ufficio. Abbiamo mangiato assieme un panino e parlato per un paio d'ore di quella terra alla quale eravamo entrambi visceralmente legati e che soffrivamo nel vedere, ogni giorno, violentata e sfregiata da chi non ne aveva compreso il valore e la bellezza. Ho ritrovato il resoconto di quella chiacchierata qualche giorno fa, riordinando i miei appunti. Quasi un segno del destino. La pubblico qui, senza cambiare nulla, come un piccolo e personale omaggio a una persona vera, che ha combattuto fino alla fine in quello che credeva. E sarebbe bello se ora qualcuno, in sua memoria, compilasse questa tabellina che lui aveva lasciato vuota.

12 aprile 2011
 Sandro Campagnola abita a Valgatara, è il curatore del sito teladoiolavalpolicella.
Un cancro lo sta divorando da anni: è partito da un rene, poi è andato in metastasi prendendogli i polmoni. E’ inoperabile: il farmaco che gli hanno prescritto serve solo a guadagnare tempo.
Magari è stata sfortuna. Magari era scritto che andasse a finire così. Ma nulla può togliergli dalla testa il pensiero che una piccola, invisibile particella di metallo pesante si sia infiltrata un giorno nel suo organismo. Gli anticorpi, addestrati ad allertarsi contro virus e batteri, l’hanno lasciata perdere, credendola innocua. Ma lei si è depositata, e i tessuti intorno si sono infiammati, creando il brodo di coltura ideale per il proliferare delle cellule tumorali.
Da dove è venuta quella particella? Sandro abita nel cuore della Valpolicella, a Valgatara, circondato da pregiati vigneti nutriti  però di velenosi pesticidi e da un cementificio che  si è incuneato decenni fa nei dintorni di Fumane.
Fermare i progetti di ampliamento di Cementirossi e creare le condizioni perché l’azienda levi le tende sono diventate le ragioni della sua vita. Dal suo sito, non esattamente un blog, dà notizie, esprime opinioni, lancia provocazioni. Come quella studiata per smascherare il ricatto occupazionale dell’azienda: “ma quanti sono i dipendenti Cementirossi? Sono 100, oppure 50, 40, 30…”. Per questo riceve svariate mail d’insulti da dipendenti, il più delle volte anonimi.
Sandro è cosciente che se la sua battaglia dovesse avere infine successo, molta gente perderebbe il lavoro. Ma per lui questa è una responsabilità dell’azienda, che non ha studiato nessun piano alternativo al nuovo forno (per Sandro, come per gli altri ambientalisti della zona, un inceneritore mascherato) per altro bocciato dal Tar. “Non abbiamo mai detto che l’azienda deve chiudere domani – spiega – ma dovrebbe fare un piano per arrivare alla chiusura programmata in un arco di alcuni anni”. Sa di cosa parla: il suo lavoro, che ora svolge in forma saltuaria, è quello di consulente aziendale, specializzato in crisi aziendali. Un po’ come il George Clooney di Tra Le Nuvole, dev’essere stato bravo. “Non ho mai subito intimidazioni, mai una gomma tagliata della macchina”.
Ora che si batte contro il cementificio è diverso. Non solo per lui. Franco Scamperle, viticoltore proprietario della cantina “Le Salette” e tra i firmatari del ricorso al Tar contro il cementificio, si è trovato dodici vigne tagliate.
Gli oppositori, tra gli imprenditori, del cementificio sono una piccola coalizione formata da Franco Allegrini, Giorgio Sboarina (fratello di Re Lele) de La Costa degli Ulivi, e Ugolini di Ugolini Petroli, che ha dietro una cinquantina di piccoli imprenditori della zona. I due comitati che svolgono il lavoro sporco sono Valpolicella2000 e Fumane Futura.
Politicamente, mi dice che il sindaco di Fumane ha un atteggiamento pilatesco. Nella Lega, che pare sia l’unico partito che conta ormai, ci sarebbero spaccature, ma Tosi avrebbe promesso pressioni sulla soprintendenza per non consentire gli scavi nella collina di Marezzane. 

A posteriori, non so dire se  quelle valutazioni di Sandro fossero corrette. Registro che, effettivamente, la soprintendenza ha bloccato gli scavi a Marezzane e il Tar ha confermato la decisione. Ma, quella contro il cementificio, era solo una delle tante battaglie di Sandro, che aveva una sola, vera, linea editoriale: non possiamo abdicare al bello, che è la nostra unica ricchezza. Una lezione che purtroppo, in questo Paese di grandi tesori coperti di ancora maggiori brutture, in pochi hanno assimilato.

venerdì 15 marzo 2013

NoBel'13 Awards - Aggiornamenti


Ti aspettiamo domenica al NoBel Awards'13,
Sono già 25 le associazioni e comitati che hanno dato la loro adesioni, sarà una grande festa!
Le previsioni danno una (bassa per fortuna) possibilità di pioggia, ma soltanto nel pomeriggio, la biciclettata e la camminata non dovrebbero avere alcun problema.

In ogni caso il pranzo e le premiazioni del NoBel Awards'13 si tengono all'interno dell'essicatoio di Fumane, e QUINDI AL COPERTO.

Stiamo preparando per voi:
1) Gnocchi di Malga
2) Minestrone di Verdura
3) Taglieri di salumi e formaggi
4) Salamelle

Vino, ovviamente... Valpolicella... classico, superiore, ripasso.
Sono previste portate per i bambini (es: pasta in bianco, pomodoro)

Qualcuno ci ha chiesto... Dov'è l'essicatoio di Fumane?


mercoledì 13 marzo 2013

Esperanza

Lunedì 18 Marzo 2013 ore 20,45
presso villa La Torre di Fumane

Comitato Fumane Futura e Associazione Valpolicella 2000 sono liete di invitarvi alla serata di presentazione di

Esperanza
di Groppo Paolo, Groppo Pierre,
edizioni Sabbiarossa, 2012


Sarà presente l’autore Paolo Groppo
Presenta la prof. Cristina Stevanoni

Esperanza è un racconto storico che si snoda in 65 anni fondamentali per la storia del nostro tempo, e restituisce, insieme alla memoria di ciò che non vorremmo sapere, la consapevolezza che si possa cambiare. Che una vita migliore sia possibile. Sullo sfondo di una Germania in pieno boom economico, un’Argentina al collasso, una Bolivia ostaggio di giochi di potere troppo grandi, ci sono tutte le domande sulle origini e lo sviluppo di ogni genere di razzismo e di dittatura, anche economica. E c’è una risposta. Unica. Esperanza.


Germania, 1945. Argentina, 1977. I lager per lo sterminio degli ebrei e le torture e i vuelos de la morte dei dissidenti dell'Erp, l'esercito rivoluzionario del popolo argentino, i 30mila desaparecidos strappati alle famiglie.In questi due contesti, così lontani e così vicini, si sviluppano le storie dei protagonisti. Mathias e Nicole, in Germania, Antonia, in Argentina. La consapevolezza che solo la conoscenza di ciò che è stato, così ben nascosto dalle rispettive famiglie, possa aiutarli a vivere il presente e pensare a un futuro li porterà a vivere l'avventura di Andrés, che combatte a Santa Cruz per i diritti delle comunità indigene. Il loro viaggio verso il futuro li catapulta in un passato fatto di violenza, sofferenza, tirannia. Ripercorrono la vita di zia Helga, di Alicia e Nestor, di Britta e di quanti hanno i segni indelebili del periodo storico in cui si sono trovati imbrigliati.Sullo sfondo di una Germania in pieno boom economico, un'Argentina al collasso, una Bolivia ostaggio di giochi di potere troppo grandi, ci sono tutte le domande sulle origini e lo sviluppo di ogni genere di razzismo e di dittatura, anche economica. E c'è una risposta. Unica. Esperanza.

Lasciate parlare me. Io, Pachamama, la Madre Terra tante volte orribilmente offesa da esseri umani senza pietà. Io vi racconto di Jesùs, del suo cane Silver e di Romualdo, in attesa sotto il portico che arrivino gli angeli di Buenos Aires. Io sono qui, a Bahia Blanca, come altrove, a proteggere, a darvi il mio sangue e le mie forze. Io vi accolgo quando finite il vostro passaggio terreno e vi faccio riposare in pace. Ma non per tutti è così, c’è chi nasconde dentro di me il peggio di se stesso, l’abominio e il disonore. Questo sono venuti a cercare i giovani angeli. [...]
Hanno sentito il mio grido. Sono anni che piango, in silenzio, forse adesso è arrivato qualcuno per compiere quella purificazione che aspetto da troppo tempo. Nord est di Bahia Blanca, Camino della Carrindanga, quello che va verso la Sierra de la Ventana. Terra buona, scura e ricca, le mie migliori energie: è lì sotto che vanno a cercare la risposta al dubbio su quel gruppo di desaparecidos.

Esperanza è opera prima del duo Paolo e Pierre Groppo.

Il prossimo racconto su cui gli autori stanno lavorando avrà come ambientazione la Valpolicella, le sue bellezze e contraddizioni.

La conclusione come in stile con assaggi e degustazioni.

Gradita la prenotazione.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti