giovedì 17 aprile 2014

A Fumane scoppia il caso cave

L'ipotesi di situazioni di illegalità sono da ieri al vaglio della Procura. Il Procuratore Beatrice Zanotti, coadiuvato dalla polizia forestale ha deciso di intervenire effettuando un blitz nelle cave di Gorgusello e nello stesso Comune di Fumane. In attesa di ulteriori sviluppi della vicenda, vi proponiamo la rassegna stampa di tutto ciò che stà emergendo in queste ore.
Come sempre saremo vigili sentinelle e terremo informata la cittadinanza sugli sviluppi del caso.
Chiunque avesse qualcosa da segnalare lo faccia senza indugio.

16/04/2014 - Blitz sulle cave di Fumane: sequestro di documenti in municipio
http://primoweb.it/blitz-sulle-cave-di-fumane-sequestro-di-documenti-in-municipio/

16/04/2014 - Fumane, gli agenti della Forestale escono dal municipio
http://primoweb.it/fumane-gli-agenti-della-forestale-escono-dal-municipio/

16/04/2014 - Fumane, le indagini riguarderebbero gli impianti esistenti
http://primoweb.it/fumane-le-indagini-riguarderebbero-gli-impianti-esistenti/

16/04/2014 - Fumane, Forestale in Comune per indagini su cave e rifiuti
http://www.larena.it/stories/1113_valpolicella/705534_fumane_forestale_in_comune_per_indagini_su_cave_e_rifiuti/

16/04/2014 - Cave e rifiuti, blitz Forestale a Fumane
http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=380308/cronaca/cave_e_rifiuti_blitz_forestale_a_fumane.html

17/04/2014 - Fumane, l’esposto sulle cave partirebbe da alcuni imprenditori
http://primoweb.it/fumane-lesposto-sulle-cave-partirebbe-da-un-gruppo-di-imprenditori-della-lessinia/

17/04/2013 - Cave, il Corpo forestale negli uffici del Comune
http://www.larena.it/stories/394_valpolicella/705825_cave_il_corpo_forestale_negli_uffici_del_comune/

17/04/2014 - Verona, blitz della Forestale in municipio a Fumane: controlli sulle attività delle cave di pietra
http://www.veronasera.it/cronaca/verona-blitz-della-forestale-in-municipio-a-fumane-controlli-sulle-attivita-delle-cave-di-pietra.html


lunedì 17 febbraio 2014

Dossier Marezzane

Scarica il dossier completo in pdf: Download



Dopo oltre 17 mesi il 27.05.2013 la Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto esprime parere favorevole “sulla richiesta di pronuncia di valutazione di Impatto Ambientale … e ritiene adempiuta la verifica di compatibilità ambientale del progetto di ampliamento e recupero ambientale...”

Perché la procedura non si è chiusa?
Perché interviene la Direzione regionale?
Ma la Soprintendenza di Verona smentisce se stessa?
Insomma cosa è successo?

Nel parere della Direzione Regionale sparisce, dalla narrativa della ricostruzione procedurale, la memoria di tutti i pareri espressi in precedenza dalle Soprintendenze territoriali.
L’unico riferimento è contenuto nel citare il parere della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Verona (prot.12230 del 6 maggio 2013) in cui si ricorda che:

In seguito al parere negativo  del medesimo ufficio, di cui alla nota prot.34696 del 16 dicembre 2011 “ il progetto è stato rivisto e ridimensionato e si compone dei seguenti elementi”

Vengono richiamata una nuova nota  dell'Industria Cementi Rossi acquisita dalla

Direzione Regionale dei beni Culturali e Paesaggistici del Veneto il 14 dicembre 2012 e ulteriore documentazione integrativa presentata in data 15 aprile 2013 da Cementirossi a seguito di una richiesta del 21 gennaio 2013 della Sovrintendenza per i beni paesaggistici e architettonici di Verona.

Si scopre  che la Sovrintendenza per i beni archeologici del Veneto, con nota del 9 gennaio 2013 non solo si esprime nuovamente ma richiede   che ogni intervento che preveda movimentazione del terreno sia effettuato con assistenza archeologica a cura di personale dotato di adeguata professionalità”.
A differenza di quanto “dichiarato nella comunicazione del 4 novembre 2011l'area acquista interesse archeologico. Tale interesse in modo “sorprendente” viene ricavato dalla relazione preventiva del rischio archeologico  redatto dalla SAP Società Archeologica su incarico della stessa Industria Cementi Giovanni Rossi.

Proviamo a ricostruire cosa è successo.
Il 15 dicembre 2011  l'Industria Cementi Rossi invia una raccomandata per richiedere la “sospensione del procedimento e dell'autorizzazione relativa al progetto[...] onde consentirci di predisporre integrazioni migliorative dello stesso progetto relativamente agli aspetti paesaggistici”.

Nel frattempo tra la fine 2011 e inizio 2012 i presidenti dell’Associazione Valpolicella 2000 e del Comitato Fumane Futura subiscono entrambi danneggiamenti ai propri mezzi parcheggianti dentro casa e uno delle cantine, che avevano presentato ricorso, subisce il taglio di alcune vigne.

La vicenda ha una qualche rilevanza nel risvolti della situazione perché malgrado la solidarietà formalizzata dal Consiglio Provinciale (con un solo astenuto) e quella espressa dal comune di Fumane, il Prefetto non ha mai non solo ricevuto ma nemmeno espresso un segno di solidarietà ai danneggiati malgrado la richiesta di un suo intervento sia stato richiesta da un cartello di associazioni e sollecitato e auspicato dallo stesso Consiglio Provinciale.

L'8 febbraio 2012 la Cementirossi presenta   ricorso al TAR contro il parere espresso dalla Soprintendenza.

Il 9 febbraio 2012 è lo stesso Prefetto che presiede  una riunione  presso la Prefettura di Verona con la presenza , della Sovrintendente di Verona e dell'Industria Cementi Giovanni Rossi  per scongiurare il rischio di chiusura dell'attività produttiva del cementificio di Fumane dovuta alla carenza di minerale a seguito del parre della Sovrintendente”. Motivazione riportata sia sui giornali e ripresa pari pari anche nella nota della Industria Cementi Rossi del 6 novembre 2012.
Motivazione assolutamente infondata. La cementeria non ha per i prossimi 10 anni alcun problema di rifornimento di materiale di cava. La crisi dell’edilizia e il crollo del mercato del cemento sono la causa della crisi del settore che per altro paradossalmente allunga la vita delle attuali cave in quanto c’è meno necessità di estrazione di calcari e marne. Ma tant’è.

L’azione del Prefetto da l’avvio a tutta una serie di anomalie procedurali.

La Cementirossi e la Sovrintendenza si incontrano  sia il 15.02.2012 e il 14.03.2012che hanno provato ad elaborare delle varianti in miglioramento del progetto che tenessero conto delle osservazioni espresse dalla Sovrintendenza  nel parere” . Il parere diventa  un'insieme di osservazioni.

Pochi giorni dopo il 22.02.2012 la Cementi Rossi ufficializza la decisione “di rinunciare al progetto di ammodernamento del cementificio di Fumane”. E il progetto presentato nel maggio 2008 e che dopo pochi giorni, il 1 marzo 2012 verrà completamente bocciato da una sentenza del Consiglio di Stato.
Il 23 .03.2012 Cementirossi sollecita alla Regione la richiesta di sospensione del procedimento come richiesto il 15.12.2011  (prot. Regione 30.03.2012)

il 4 aprile 2012 vien sottoposta alla Soprintendenza una proposta di variante.

Nel frattempo la sospensione che viene concessa (non abbiamo l'atto) malgrado nel parere della Soprintendenza esplicitamente si fa riferimento alla migliorabilità del progetto.

Il 1 ottobre 2012 viene effettuato dalla Soprintendete un nuovo sopralluogo al cantiere di Marezzane.

Il 6 novembre 2012 (registrato in Regione 8.11.2012) viene presentata all'Unità VIA  la variante non sostanziale che non modifica il progetto del cantiere Marezzane  ma interviene solo sulla viabilità predisposta al fine di superare il parere precedentemente espresso dalla competente Soprintendenza”. 

IL 23 Novembre  2012  viene depositata la sentenza del  Tar del Veneto con cui si respinge il ricorso presentato dall’Industria Cementi Rossi contro il parere della Soprintendenza e viene condannata l’azienda al pagamento delle spese procedurali

Il 12.12.2012 viene convocata per il 19.12.2012 la commissione VIA.

Il 17.12.2012 nota alla regione in cui la Cementi Rossi comunica di aver trasmesso la documentazione alle Sovrintendenze (Regionale, Verona e archeologica di Padova)
Nella seduta del 19.12.2012 viene esaminata la nuova istanza.
L'oggetto non è più solo: INDUSTRIA CEMENTI GIOVANNI ROSSI SPA – Progetto di coltivazione mineraria Cantiere Marezzane  e rinnovo concessione mineraria “Monte Noroni” - comune di localizzazione: Marano di Valpolicella (VR) – Comune interessato: Fumane (VR) – Domanda di valutazione  d'impatto Ambientale ex D.Lgs n.152/2006. Artt.26 e 45 – (Prog.103/2007)  ma riporta una aggiunta “l'istanza di valutazione della variante relativa alla viabilità di accesso al Cantiere Marezzane e all'adozione di una nuova tecnologia di trasporto del minerale. Presentata  in data 06.11.2012, con prot. 506504/63.01.07 e.410.01.1

il 19.12.2012 l'unità complessa VIA richiede alle Soprintendenze il rilascio del parere di compatibilità ambientale e il rilascio della autorizzazione paesaggistica sulla “variante relativa alla viabilità ect...”

In tutta la nuova istanza l’Industria Cementi Rossi ci tiene a precisare che tutte le varianti riguardano la viabilità del cantiere “mentre per il cantiere di Marezzane vero e proprio non sono previste modifiche”. (nota del 6.11.2012) In sostanza il progetto vero e proprio su cui si è espressa in modo inequivocabile la Sovrintendenza veronese nel dicembre 2011, non è stato in alcun modo modificato riconfermando quindi la negatività del parere stesso. Non è un caso che l’oggetto di quanto sottoposto a valutazione è solamente la viabilità.

La Soprintendenza di Verona non ritiene sufficiente la documentazione presentata e chiede integrazioni.
il 21.02 2013 Unità complessa VIA richiede alla Cementirossi le integrazioni richieste dalla Soprintendenza paesaggistica di Verona.

Il 15.04.2013 Cementi Rossi fa pervenire  le integrazioni richieste.
All’interno della documentazione presentata dall’azienda vi sono delle grossolane deformazioni.[1]
Il 06.05.2013 la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Verona fa avere alla direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del veneto il proprio parere positivo.  



[1]  Ad esempio: la documentazione fotografica contenuta nella integrazione relazione paesaggistica presentata dall’azienda  nell’aprile 2013 mostra un sentiero sterrato attualmente esistente e non riporta nella simulazione le reali dimensioni. dell’intervento proposto Oppure nella medesima documentazione vengono alterati i coni ottici da Girotto e l’unica foto panoramica ripresa da Manune (località che sorge di fronte a Marezzane sull’altro versante della Valle dei Progni) viene così commentata: l’impatto paesaggistico è annullato, oltre che dalla posizione defilata del frantoio, dalla notevole distanza. Peccato che Manune non sia così defilato e l’effetto distanza sia ottenuto soltanto dall’ottica fotografica utilizzata. Non solo. Per i 60.000 visitatori che ogni anno si recano alle cascate di Molina che transitano quindi dalla strada di Manune hanno come unico e chiaro cono visivo  la collina di Marezzane. Come pure, come ribadito e facilmente documentato uscendo dalla Grotta di Fumane l’unica visuale è quella di Marezzane - Mazzarino. Per non parlare da ciò che si può vedere dal Sic Monte Pastello.

lunedì 9 dicembre 2013

Dobbiamo fermare i veri estremisti

http://www.eddyburg.it/2013/11/dobbiamo-fermare-i-veri-estremisti.html

di Domenico Finiguerra



L'autore appartiene ai pochi che non contrastano il consumo di suolo  solo con le parole, ma anche con i fatti.  Lo ha fatto come sindaco di un piccolo comune alle porte di Milano e  lo ha fatto come fondatore dell'associazione Stop al consumo di suolo. 

Quante volte, partecipando ad un dibattito sul territorio, su una grande opera, su un piano regolatore, vi è capitato di essere etichettati come dei radicali ambientalisti, degli estremisti, dei sovversivi annidati nei comitati? A me è capitato moltissime volte.

La cosa mi ha sempre dato anche un certo godimento. Aumentava la mia autostima. Essere accusato di essere un sovversivo dai dirigenti del partito del calcestruzzo (sia da quelli di matrice neoliberista che da quelli di matrice progressista) era motivo di grande orgoglio. Cose da raccontare ai nipotini. «Ma smettila di opporti alle autostrade e al Tav! Vuoi farci tornare all'età della pietra? Vuoi muoverti con i cavalli! Estremista e ambientalista del c...!», «Si, adesso siete anche contro l'expo 2015! Ma vergognatevi. Siete dei talebani del verde! Volete farci perdere occasioni di sviluppo, di crescita, di competitività! Irresponsabili», «Ma che problemi vi da questo outlet? Ci sistemano anche tutta la viabilità e ci fanno 7 rotonde. Ah certo! Voi volete andare nei campi a caccia di farfalle, oppure volete tornare a coltivare la terra! Bravo! Oltre ad essere ambientalista sei pure terrone!»(questa me la sono beccata da parte dei dirigenti del partito del cemento della corrente leghista).

Ma poi, con il passare del tempo, questa etichetta ha cominciato a starmi stretta e con mia grande sorpresa mi sono reso conto che in realtà, io e direi anche tutti gli ambientalisti, siamo dei veri ed autentici moderati. Nel senso che siamo impegnati nel moderare il peso dell'uomo sulla terra. Vorremmo mantenere, difendere o ripristinare i delicati equilibri esistenti tra il genere umano, gli altri esseri viventi e la terra. Terra intesa sia come pianeta che come terra che abbiamo sotto i piedi.

Di converso, quelli che ad ogni assemblea pubblica, consiglio comunale o talkshow televisivo, non perdono occasione per sbeffeggiarci, disegnarci su un albero intenti ad abbracciare un panda oppure additarci all'opinione pubblica come i nemici della patria, hanno perduto la natura e lo smalto di moderati. Approvando e finanziando grandi opere, speculazioni edilizie, saccheggi vari del territorio, distruggendo biodiversità e suoli agricoli, con lo scorrere dei cronoprogrammi dei loro cantieri promessi alla lavagna di Porta a Porta, i rispettabili politici e lobbisti in doppiopetto hanno subito una metamorfosi che li ha trasformati in veri estremisti sovversivi, quasi sempre polemici e pronti ad alzare i toni della discussione. Se necessario anche usando il manganello...

Esagero? Mi pare proprio di no. Anzi possiamo affermare con pochi dati certi, che i veri nemici del benessere del paese e dei cittadini che lo abitano siano proprio loro. Loro che in un quarantennio hanno compromesso il futuro delle presenti e delle future generazioni. Vediamo perché.

Che cosa è fondamentale per un popolo, per le persone che vivono su un determinato territorio? Che cosa è indispensabile alla sopravvivenza dei cittadini? Il cibo. E che cosa è accaduto al nostro paese? È accaduto che dal 1971 al 2010 ha perso 5 milioni di ettari di Superficie Agricola Utilizzata (SAU). Questo dato è dovuto a due fenomeni: l'abbandono delle terre e la cementificazione.

Per la risoluzione del primo, la politica è completamente assente e non riesce, anzi non prova neanche, ad arginare la perdita di terreno del settore primario rispetto al mattone. Coltivare la terra rende sempre meno in termini di reddito ed è molto faticoso, nonostante la meccanizzazione. Una crisi che richiederebbe anche un cambio di modello di produzione, avviando una riconversione che emancipi il settore stesso dalla monocoltura intensiva aprendo nuove prospettive. Non solo in termini di produzione ma anche di occasioni per riprodurre comunità e socialità.

Per il secondo fenomeno, la cementificazione, la politica dominante, non solo non ha arginato il fenomeno irreversibile della impermeabilizzazione dei suoli, ma lo ha facilitato e promosso: approvando normative che hanno spinto i comuni a fare cassa con la monetizzazione del territorio, progettando e realizzando opere infrastrutturali che hanno accompagnato l'espansione urbanistica (lo sprawl), favorendo la rendita urbana ai danni della tutela del territorio, del paesaggio e dell'agricoltura, coltivando il consenso facile con gli oneri di urbanizzazione che arrivano grazie alle colate di cemento.



Per rendere bene l'idea di quello che è successo nel nostro paese ci possono aiutare due grafici tratti da un rapporto sul consumo di suolo agricolo a cura del Ministero delle Politiche Agricole. Nel primo  (sopra)si può vedere che a fronte di un aumento della popolazione, la superficie agricola utilizzata è diminuita (del 28% in 40 anni) e la forbice tende ad allargarsi. Nel secondo grafico  (qui s)è chiaro ed evidente quanto l'Italia stia progressivamente perdendo sovranità alimentare. Riso, pomodori e frutta fresca sono le uniche colture che produciamo in misura superiore al nostro fabbisogno. Per tutte le altre siamo ben al di sotto dell'80% di copertura. Per alcune sotto il 40%. La media del nostro grado di approvvigionamento alimentare è tra l'80 e l'85% ed è in costante diminuzione. Solo 20 anni fa era pari al 92%


A questi dati, tenuti nascosti sapientemente all'opinione pubblica (ne avete mai sentito parlare al TG1, al TG3, a Ballarò, a Otto e mezzo?) se ne aggiunge un altro ancor più preoccupante: l'Italia è il terzo paese in Europa ed il quinto nel mondo nella classifica del deficit di suolo. In sostanza ci mancano 49 milioni di ettari per coprire il nostro intero fabbisogno che è pari a 61 milioni di ettari. Siamo destinati ad essere sempre più dipendenti dalla produzione di terreni di altri paesi. Il buon senso del buon padre o madre di famiglia dovrebbe portarci a fermare per decreto ed immediatamente la cementificazione ed il consumo di suolo, a bonificare le aree compromesse dal cemento e dai veleni, ad incentivare seriamente il ritorno alla coltivazione delle terre abbandonate. Ma purtroppo il buon senso e l'interesse collettivo sono spesso in contraddizione con gli interessi dei pochi e soliti noti...

Ma oltre che della perduta sovranità alimentare, gli estremisti dirigenti del partito del cemento si sono resi protagonisti dell'alterazione e della sovversione di delicati equilibri ecosistemici. Alterazione condotta grazie alle loro azioni irriducibili, condotte talvolta nottetempo: mitici i consigli comunali alle 3 di notte per approvare varianti ai piani regolatori (Nei quindici anni dal 1995 al 2009, i comuni italiani hanno rilasciato complessivamente permessi di costruire per 3,8 miliardi di mc). Le scelte di questi estremisti sono concausa certificata del dissesto idrogeologico e dello sprofondamento quotidiano del paese nel fango. Ma essi si ostinano quotidianamente a tenere la posizione, si oppongono in maniera davvero ideologica e radicale alle decine di proposte veramente moderate che presentiamo tutti i giorni.

Noi (ambientalisti, comitati, cittadini) chiediamo di investire le scarse risorse nella messa in sicurezza del territorio; loro ci rispondono arroganti che sono prioritari i buchi nelle montagne per portare merci a 300 km all'ora da Torino a Lione. Noi proponiamo di incentivare il recupero degli immobili esistenti, rendendoli più efficienti dal punto di vista energetico, di puntare sul risanamento/ricostruzione dei centri storici abbandonati (a partire da L'Aquila, dove recentemente si sono recati 22 sindaci moderati della Val di Susa per chiedere di impiegare in quella città le risorse destinate al Tav); loro si impuntano con le newtown in aperta campagna, le cittadelle dello sport, della moda, del design. Noi proponiamo di restaurare il paesaggio, di elaborare un grande piano nazionale di piccole opere, che aiuterebbe l'edilizia ad uscire dalla crisi (dall'abbattimento delle barriere architettoniche alla realizzazione di fognature, marciapiedi e piste ciclabili); loro ci rispondono polemicamente e strumentalmente con nuovi piani casa, nuovi grattacieli, nuovi grandi eventi e relative nuove grandi autostrade e nuovi grandi padiglioni. Insomma, noi chiediamo di andare più piano; loro accelerano con sprezzo del pericolo, spingendo il vapore a tutta velocità verso le estreme conseguenze, verso il baratro. Degli irresponsabili.

Risultato di queste scelte scellerate portate avanti con tanta veemenza bipartisan? Secondo l'ISPRA (Istituto Superiore per Protezione e la Ricerca Ambientale) ogni giorno vengono impermeabilizzati 100 ettari di terreni naturali. 10 mq al secondo. Quindi cosa facciamo?

Dobbiamo fermarli. Non c'è alternativa. Perché sono dei veri sovversivi. I veri estremisti di questo paese.

venerdì 4 ottobre 2013

Marezzane non si tocca! (PIANO B)

Penelope, la perturbazione in arrivo, ci impedisce di festeggiare “Marezzane Non si Tocca” all’aperto sulle colline, ma non ci ferma nel continuare a tessere la nostra rete di relazioni.

Abbiamo pensato di recuperare la seconda parte della giornata.
Quindi domenica 6 ottobre alle ore 18,00 presso il teatro del circolo Noi di San Pietro in Cariano via don Oliboni:

“Dal digiuno contro il consumo del territorio un’occasione per il futuro” 
saranno presenti Luca Martinelli giornalista di Altreconomia (http://www.altreconomia.it/site/) e don Albino Bizzotto, fondatore dei Beati Costruttori di Pace, che con il suo  digiuno ha dato avvio ad una forte presa di coscienza contro il consumo del territorio e contro le grandi opere del Veneto (oltre 90 persone veronesi stanno a staffetta proseguendo tale iniziativa digiunoterritorio.blogspot.it).
Letture di Massimo Totola e Cristina Patuzzo.

Alla fine proviamo a recuperare un po’ di festa con gustosa cena sempre presso il Noi di san Pietro in Cariano con l’immancabile riso all’amarone, spezzatino timorato e gelato al pero misso.


giovedì 3 ottobre 2013

Marezzane non si tocca 2013 - Comunicato Stampa

Domenica 6 ottobre si rinnova l'appuntamento con "Marezzane non si tocca!", manifestazione nata dalle associazioni Valpolicella 2000 e Comitato Fumane Futura in difesa della collina che la cementeria di Fumane vuole trasformare in miniera a cielo aperto.
Un momento di festa per tutti bambini e adulti, un’occasione di incontro per associazioni e cittadini che hanno a cuore il futuro della Valpolicella.
Malgrado l’impegno delle associazioni abbiano bloccato il processo di riammodernamento della cementeria di Fumane e il rilancio pluridecennale di tale attività, malgrado l’impegno per bloccare l’utilizzo dei rifiuti nel cementificio, malgrado il parere negativo vincolante espresso dalla Sovrintendenza contro i nuovi progetti di escavazione, Marezzane purtroppo non è salva.

L’intervento del presidente della provincia Miozzi e la benedizione del Prefetto hanno riattivato i canali politici e i funzionari regionali e ministeriali perché si riaprisse la partita di Marezzane.
La Cementirossi ha fatto ricorso contro il parere della Sovrintendenza che il TAR ha stroncato senza mezze misure.
Eppure malgrado tutto questo la funzionaria della Soprintendenza responsabile del procedimento della Cementirossi ha dovuto dimettersi anche a seguito delle pressioni nel frattempo intervenute e la regione anziché chiudere la procedura con la dovuta delibera di Giunta con la cassazione del progetto ha accettato che la Cementirossi presentasse una modifica al progetto che consiste in sostanza in una riduzione del sedime della strada per raggiungere Marezzane ma confermando per il resto la cancellazione della collina.

Marezzane, luogo del cuore del FAI, luogo di congiunzione tra la Valpolicella e la Lessinia è diventato simbolo delle contraddizioni che si stanno giocando in Valle.

Marezzane si lega infatti con le problematiche dell’area Lonardi e i progetti di biomassa di San Pietro, con i devastanti progetti edificatori previsti nei PAT e piani Intervento dei comuni e i processi di negrarizzazione, contro la devastazione infrastrutturale prevista nel Piano Provinciale, con le lotte condotte dai cittadini di Pescantina per mettere fine alla devastante esperienza di Ca' Filissine, con il progetto di istituire il Parco della Valpolicella, con chi promuove una agricoltura che promuova la diversificazione, la riduzione ed eliminazione dei pesticidi, con la devastante e incontrollata attività di cava in Lessinia.

Marezzane non si tocca è uno di questi momenti in cui cresce la consapevolezza che la Valle è a un Bivio e che è necessario uno stop chiaro al suo consumo, che occorre promuovere una diversa vivibilità, che la Valpolicella diventi luogo in cui si promuove una diversa cultura del vivere un territorio.

Oggi "la collina è ancora in gioco" oggi la Valpolicella è in gioco.

La festa inizierà alle 10,00 con la consueta marcia per il sentiero di Marezzane, alle 11,00 sono previsti i burattini del Progetto Favolavà.
A pranzo ci saranno i consueti "Gnocchi di Malga" e per chi si fermerà anche a cena il famoso "Risotto all'Amarone".
Dopo pranzo ancora intrattenimento e laboratori per ragazzi tra cui “ Segni, Tracce, Impronte... del vicino BOSCO" a cura dell’associazione Marinamù Ensemble.
Alle 15,30 momento importante: “Dal digiuno contro il consumo del territorio un’occasione per il futuro” saranno presenti Luca Martinelli giornalista di Altraeconomia e don Albino Bizzotto, fondatore dei Beati Costruttori di Pace, che ha da pochi giorni terminato i 15 giorni di digiuno per protestare contro le grandi opere del Veneto (oltre 90 persone veronesi stanno a staffetta proseguendo tale iniziativa - digiunoterritorio.blogspot.it).

La giornata è dedicata a due amici che ci hanno in questo anno lasciato: Sandro Campagnola anima e pensiero critico in questi anni della Valle, amico battagliero e sferzante (www.teladoiolavalpolicella.it) e Dario Ciapetti sindaco di Berlingo (BS) che con la sua presenza aveva voluto assicurare la vicinanza dell’associazione Comuni Virtuosi.

“Marezzane Non si tocca” quest’anno adotta due proposte: la sottoscrizione di abbonamenti alla rivista Altraeconomia e il sostegno al progetto film/documentario “Nevica ad Agosto” sulle storie e le lotte in Valpolicella in questi ultimi anni. Sarà presente la regista Lucilla Tempesti.

Luogo Malga Biancari - Marano di Valpolicella.